Somma, fu Barcaro a segnalare Scidurlo? Così la pace nel centrodestra è impossibile

Alberto Barcaro e Manuela Scidurlo

SOMMA LOMBARDO – Per le Amministrative del 2026, le segreterie dei principali partiti del centrodestra di Somma Lombardo hanno aperto le porte anche ad Alberto Barcaro. Ma quella porta rischia di chiudersi subito. Sembra infatti che sia partita da lui – e a questo punto solo il diretto interessato può smentirlo, vista la forza con cui circola la voce – la segnalazione che ha portato a verificare la presunta incompatibilità di Manuela Scidurlo, capogruppo di Fratelli d’Italia e dallo scorso anno membro del consiglio d’amministrazione di Fnm Pay. Una volta concluso il procedimento («In niente ovviamente»), è arrivata la reazione dai toni inequivocabili: «Che squallore», aveva detto chi è finita sotto accusa. Annunciando querele. È quindi evidente il risvolto politico: di fronte a dichiarazioni di tale portata, come possono pensare le segreterie di vederli ancora uno accanto all’altro alle prossime elezioni? 

Salta tutto?

Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia – lo hanno pubblicamente dichiarato – sono al lavoro per trovare un’intesa anche con chi oggi siede in consiglio comunale e «gravita intorno al centrodestra». Come Barcaro, appunto. E proprio mentre si tenta di lasciare i personalismi alle spalle, scoppia un nuovo problema.
Una volta terminato il procedimento di verifica sul suo ruolo – nonostante abbia preferito non rendere noto chi fosse il responsabile – la capogruppo sommese di FdI non ha infatti risparmiato stoccate: «Che squallore – diceva – chi, invece di rispondere nel merito, fa politica a suon di segnalazioni e di pettegolezzi di basso livello». Specificando che «ho dato mandato ad un legale di difendermi dalle accuse di diffamazione». Insomma, un terreno decisamente fragile su cui ricostruire un’alleanza, pena: il peccare di coerenza, tema troppo caro a chi è iscritto al partito di Giorgia Meloni.

I precedenti

Il «pettegolezzo di basso livello» è soltanto l’ultimo di una serie di litigi e incomprensioni nel centrodestra sommese. La scia di precedenti è lunga e rendono molto difficile ogni eventuale tentativo di riconciliazione fra Barcaro e la coalizione. Intanto per la drastica rottura con la Lega consumata nel 2023: venne espulso dal movimento per aver scelto di governare con Magrini (e col Pd) in Provincia di Varese. Ma soprattutto per la vicenda turbolenta del 2020, quando il Barcaro candidato sindaco – a solo un mese dal voto – vide spaccarsi la coalizione a causa di Fratelli d’Italia, che decise di correre in autonomia. Puntando proprio su Scidurlo.

Gli scenari

Esclusa un’improbabile riappacificazione (difficilmente spiegabile agli elettori e che, come tale, rischierebbe di fare perdere voti anziché allargare la base del consenso), dove si collocherà Barcaro alle Amministrative 2026? Potrebbe anche non presentarsi, certo, ma perderebbe il ruolo da consigliere provinciale che attualmente ricopre. L’ex leghista, dunque, non soltanto si trova – di fatto – costretto a provarci, ma deve trovare una soluzione che gli garantisca il mantenimento dello scranno nella Sala del Camino di Somma Lombardo.
Le alternative alla coalizione di centrodestra, in effetti, scarseggiano. Potrebbe provarci da solo, candidandosi a sindaco con il suo attuale simbolo di Noi per Somma. Ma con la riduzione dei componenti del consiglio comunale, per venire eletti rischia di non bastare il 10%: una percentuale storicamente non facile da raggiungere per chi si presenta senza i partiti alle spalle.
Oppure potrebbe cercare alleanze, magari risolvendo lo strappo con l’ex leghista Alberto Nervo e unirsi al progetto autonomo di SommaSì. Ma anche in questo caso, per avere una qualche possibilità di mantenere il posto, dovrebbe candidarsi lui a sindaco. E non è affatto detto che Nervo – uscito dal Carroccio prima di Barcaro proprio per i dissidi sorti tra loro due – sia disposto a consegnargli la sua creatura.
E se una collocazione nel centrosinistra appare davvero un’opzione impossibile, resta soltanto una terza ipotesi: cercare fortuna altrove, in uno degli altri nove Comuni della provincia chiamati al voto la prossima primavera. Sarà la vicina Casorate Sempione a diventare il suo salvagente? Oppure Golasecca, dove Matteo Zantomio – attuale segretario della Lega sommese – aveva ricoperto il ruolo di assessore. E dove anche Barcaro continua a mantenere buoni rapporti personali con gli ex compagni di partito. Giocare fuori casa non è certo un’impresa facile, ma la partita è troppo importante: o mantiene il posto a Villa Recalcati o resta con un pugno di mosche in mano.

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