GALLARATE – «Continueremo il lavoro già avviato, con determinazione e responsabilità, sempre nel rispetto della verità dei fatti e dell’impegno preso con la città». Con queste parole il vicesindaco Rocco Longobardi spiega nel dettaglio la gestione dei vasoni nel centro storico di Gallarate e in particolare del raddoppio del numero in via Mercanti che nei giorni scorsi ha scatenato la protesta dell’avvocato Pietro Romano.
La rimozione dei vasoni
Il numero due della giunta Cassani spiega che il progetto “Salotto Green&Smart”, promosso dal Distretto del Commercio e finanziato da Regione Lombardia, ha avviato un processo concreto di rigenerazione urbana e riqualificazione del centro cittadino. «Come previsto nelle linee programmatiche di mandato, una parte significativa dei grandi vasoni (vedi piazza Libertà, via Manzoni e piazza Ponti) è stata rimossa e sostituita con alberature piantate a terra, più sostenibili, più ordinate e più coerenti con l’architettura urbana».
Il caso di via Mercanti
Nel caso specifico di via Mercanti, Longobardi tiene a precisare che «alcuni vasoni erano stati temporaneamente rimossi e ricollocati in via Don Minzoni, in ottemperanza a una disposizione della Prefettura, che aveva chiesto a tutti i Comuni di intervenire per proteggere gli accessi pedonali del centro storico con elementi fisici, per motivi di sicurezza». A seguito di un confronto diretto con l’avvocato Pietro Romano, «ho preso atto delle sue osservazioni, mi sono preso tempo per le corrette verifiche e mi sono attivato con i tecnici comunali per verificare la situazione reale in via Mercanti». L’indicazione del vicesindaco è stata chiara: «Non aggiungere, ma ripristinare i vasi precedentemente presenti, esattamente nella loro collocazione originaria, per ristabilire un equilibrio coerente tra decoro urbano, funzionalità e rispetto delle esigenze dei commercianti della zona».
Travisate le intenzioni
La fase operativa è tuttora in corso: il cantiere, sottolineano dall’amministrazione comunale – non è concluso, e molti vasoni sono ancora in fase di riallineamento o redistribuzione. È dunque fisiologico che, durante questa fase, possano emergere osservazioni e punti di vista differenti. «Ma ciò che conta – precisa Longobardi – è che le decisioni vengono prese con metodo, ascolto e visione complessiva, non per soddisfare interessi individuali ma per costruire una città più ordinata, accogliente e sicura per tutti». E ancora: «Il mio ruolo non è – né sarà mai – quello di assecondare contrapposizioni tra singoli cittadini o commercianti, ma quello di trovare soluzioni che tutelino l’interesse generale della collettività, contemperando sicurezza, estetica urbana e necessità economiche del tessuto cittadino. Sono sempre disponibile al dialogo, ma non posso accettare che vengano travisate le intenzioni o strumentalizzati interventi che hanno una chiara direzione strategica. Il confronto, anche acceso, è parte del gioco democratico; l’insinuazione e la polemica personale, no».
Gallarate, multe e vasoni in via Mercanti. Scontro tra il Comune e l’avvocato Romano
