Castellanza, «Più privacy e sicurezza». Nuovo regolamento di videosorveglianza

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CASTELLANZA – Gestire in modo più efficace e controllato il sistema di videosorveglianza per tutelare la privacy. È questo l’obiettivo del nuovo regolamento per la disciplina e l’utilizzo del sistema di videosorveglianza di Castellanza, approvato ieri – lunedì 28 luglio – in consiglio comunale.

Privacy e sicurezza

Con il nuovo adeguamento, la normativa locale viene aggiornata alle ultime disposizioni europee in materia di dati personali. Un passo avanti nella modernizzazione del sistema di sicurezza urbana, attivo a Castellanza fin dall’inizio degli anni 2000. Il documento stabilisce che ogni trattamento deve rispettare i criteri di necessità, proporzionalità e finalità specifica, garantendo equilibrio tra esigenze di sicurezza e tutela della privacy.

Telecamere, fototrappole e bodycam

Il regolamento si estende oltre le tradizionali telecamere fisse, includendo sistemi di lettura targhe, fototrappole e dispositivi mobili (bodycam e dashcam) in dotazione alla polizia locale. «Questi strumenti sono un patrimonio importante per la nostra comunità e intendiamo sfruttarne a pieno tutte le potenzialità», commenta la sindaca Cristina Borroni. «Dobbiamo però ricordare che si tratta di strumenti al servizio di un obiettivo più ampio: garantire maggiore sicurezza per tutti i cittadini». E quindi, accanto alla tecnologia, «rimane fondamentale un continuo lavoro di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza». E il comandante della polizia locale Francesco Nicastro spiega: «Le fototrappole sono uno strumento fondamentale per contrastare i reati ambientali di particolare gravità, usate specialmente per gli illeciti che compromettono l’ambiente e il decoro urbano».

Le novità

Tra le principali innovazione del regolamento, anche la definizione delle responsabilità operative. Ad essere designato al trattamento dei dati per le telecamere collegate alla centrale operativa è il comandante della polizia locale. Gli altri dirigenti dei servizi competenti gestiscono invece le telecamere a tutale del patrimonio comunale e non collegate alla centrale.
Con l’aggiornamento, la conservazione dei dati segue criteri differenziati a seconda del tipo di sistema: sette giorni per le telecamere collegate alla centrale, estendibili fino a novanta per esigenze investigative e di polizia giudiziaria. Alla fine dei periodi, tutti i sistemi prevedono la cancellazione automatica dei dati. L’accesso ai filmati è disciplinato e limitato alle finalità previste dalla legge. Autorità e polizia giudiziaria mantengono la facoltà di richiedere una copia delle riprese. E il regolamento conferma la possibilità di sistemi di videosorveglianza integrati con altri enti pubblici. Per i cittadini, infine rimane un sistema informativo su due livelli: cartelli prima dell’accesso alle aree monitorate e informative complete sul sito del Comune.

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