CAMERI – Il Ticino ha sete: a valle della Filarola del Langosco, nella zona del Parco a cavallo tra i comuni Cameri e Galliate, il fiume azzurro rimane praticamente senz’acqua. Lo denuncia il Coordinamento Salviamo il Ticino, con una lettera a firma di Roberto Vellata e Claudio Spreafico inviata a tutti gli enti sovraordinati (Regione Piemonte, Provincia di Novara, Agenzia per il Po, Settore acque della Regione Lombardia, Parco piemontese e lombardo del Ticino, Associazione Irrigazione Est Sesia e consorzio del Ticino).
La Filarola ha sete
La “filarola” è una struttura artificiale, una traversa “mobile” fatta di materiale sciolto come ghiaia e ciottoli che si trova nel letto del fiume, a monte del ponte di Langosco e serve a derivare una parte dell’acqua verso il Naviglio di Langosco, per alimentare la centrale idroelettrica del Treccione, nel territorio del comune di Galliate. La filarola è una struttura temporanea, che viene distrutta dalle piene e ricostruita successivamente.
I dati della mancanza d’acqua
«Qui – spiegano i rappresentanti del Coordinamento – dovrebbe transitare la quota maggioritaria del Deflusso minimo vitale, che nella fase attuale è di 17 metri cubi al secondo. Stando ai dati pubblicati sul sito del Consorzio del Ticino dal varco transitano solo 7,5 mc/sec, mentre la restante quota ( 9,5 mc/sec ) è deviata nel Naviglio Langosco».
Per questo motivo il Ticino a valle dello sbarramento soffre per la mancanza di acqua. «Il che comporta – scrivono Vellata e Spreafico – una interruzione della continuità fluviale».
«Non solo – aggiungono i due esponenti ambientalisti – la filarola, cosa mai avvenuto in passato, questa volta è stata realizzata con massi che impediscono la navigazione anche con kayak e canoe canadesi».
La lettera e le richieste
La lettera chiede a Est Sesia, che gestisce il Langosco, di intervenire immediatamente «per consentire il transito della quota maggioritaria del Deflusso Minimo Vitale e di conseguenza la navigazione fluviale». Il Coordinamento chiede poi agli enti di controllo «di effettuare tutte le verifiche di competenza», e alla Regione Piemonte di completare la procedura di VIA per il rinnovo della concessione di derivazione a scopo irriguo e idroelettrico del Naviglio Langosco, concessione scaduta da 15 anni. E’ da questa procedura – spiegano – «che dovranno venire le prescrizioni per risolvere in maniera definitiva il problema del mancato rilascio del Deflusso minimo vitale».
Vellata e Spreafico, infine, chiedono al Consorzio del Ticino se sia stato effettuato il ripristino del misuratore di portata in corrispondenza del ponte di Turbigo, essenziale per monitorare l’andamento della disponibilità d’acqua nel letto del fiume.
Ettore Colli Vignarelli
