GAVIRATE – Il Tribunale di Varese ha deciso di dichiarare il fallimento della Ilma Plastica, senza prendere in considerazione l’opzione dell’esercizio provvisorio. Proprio quello che temeva la Filctem Cgil di Varese, che esprime profonda preoccupazione per la decisione. «Una scelta – dice il sindacato – che condanna 130 lavoratori e le loro famiglie a un futuro incerto e che avrà gravi ripercussioni non solo sui dipendenti, ma su Gavirate e i comuni limitrofi, oltre che sull’intera filiera dell’automotive, che coinvolge migliaia di persone». In merito alla situazione di crisi dell’azienda si era svolto lo scorso 12 settembre uno sciopero (nella foto sopra) e in seguito l’amministrazione comunale aveva incontrato sia le Rsu che la proprietà.
La situazione
«La situazione interna all’azienda è complessa, ma non disperata – dicono dalla Cgil – la stamperia, infatti, ha continuato a lavorare negli ultimi mesi, dimostrando di avere ancora potenzialità produttive. L’officina, invece, è stata ferma a causa della mancanza di ordini, ma l’attivazione dell’esercizio provvisorio avrebbe dato la possibilità di chiedere la cassa integrazione per tutti i dipendenti, consentendo così di salvaguardare i salari, mantenere i contributi previdenziali e preservare le competenze professionali presenti all’interno dell’azienda. L’avvio dell’esercizio provvisorio non solo avrebbe dato continuità alla produzione, ma avrebbe anche garantito il mantenimento delle professionalità, essenziali nel caso di una futura acquisizione dell’azienda da parte di eventuali acquirenti interessati». La Filctem Cgil di Varese auspica quindi che la curatrice nominata dal Tribunale possa rivedere la sua posizione e considerare seriamente questa possibilità, per garantire un futuro sia ai lavoratori che al territorio.
Impatto su filiera e comunità locali
La chiusura della Ilma Plastica non riguarda solo i 130 lavoratori diretti, ma avrà conseguenze pesanti sull’intera rete produttiva e sull’indotto, che coinvolge migliaia di lavoratrici lavoratori nel settore automotive. «L’azienda è un partner cruciale per diverse realtà del settore e la sua chiusura produrrà un effetto a catena devastante – dicono dalla Filctem – le prime comunità che subiranno l’impatto più grave sono Gavirate e i comuni limitrofi, già segnati dalla crisi economica, che si troveranno ad affrontare un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo locale». Il sindacato ritiene fondamentale che, in parallelo con l’esercizio provvisorio, vengano attivate le politiche attive del lavoro. Strumenti come la formazione professionale e il ricollocamento sul territorio, essenziali per garantire un futuro dignitoso ai lavoratori coinvolti, in modo da non disperdere le competenze acquisite nel tempo e facilitare la loro ricollocazione nel mercato del lavoro.
Appello alle istituzioni
La Filctem Cgil Varese si rivolge ora alle autorità locali e nazionali, chiedendo un intervento tempestivo e concreto. «È necessario – sottolinea il segretario generale Davide Maragna – aprire un tavolo di confronto con tutte le parti interessate per esplorare soluzioni che evitino un ulteriore impoverimento dell’economia del territorio e dell’intero settore industriale collegato a Ilma Plastica. Le istituzioni devono farsi carico della situazione e tutelare il diritto al lavoro, senza abbandonare i lavoratori e le loro famiglie in un momento così difficile. Non possiamo permettere che una realtà produttiva di questa portata venga abbandonata senza prima esplorare tutte le possibili alternative. Saremo presenti in tutte le sedi necessarie per far valere le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie, continuando a lottare per una soluzione che dia speranza e prospettive concrete per il futuro».
gavirate ilma plastica fallimento – MALPENSA24
