GHEMME – Questa mattina si scrive una pagina attesa da tempo per la viabilità del quadrante nord-orientale del Piemonte.
Oggi, lunedì 6 luglio, Anas sottoscriverà il contratto d’appalto da 384 milioni di euro con l’impresa incaricata di realizzare il tratto della Pedemontana piemontese tra Ghemme e Masserano. Un passaggio che mette la parola “fine” a decenni di rinvii, stop finanziari e varianti progettuali, dando il via alla fase realizzativa.
I dettagli tecnici: 15 chilometri e un maxi viadotto sul Sesia
L’infrastruttura permetterà di connettere direttamente il casello di Ghemme sull’autostrada A26 con Masserano, punto di partenza della superstrada per Biella, unendo in modo più fluido i territori del Novarese, del Vercellese e del Biellese.
Il progetto prevede la realizzazione di circa 15 chilometri di nuovo tracciato stradale, toccando i territori comunali di Masserano, Roasio, Gattinara e Ghemme, con quattro svincoli strategici pensati per migliorare i collegamenti.
Dal punto di vista ingegneristico, l’opera più complessa e prioritaria del cantiere sarà la costruzione di un grande viadotto sul fiume Sesia, posizionato a sud di Gattinara. Un intervento di alta ingegneria civile che richiederà competenze specializzate per la gestione logistica del superamento del corso d’acqua e che vedrà l’avvio immediato delle operazioni.
La rincorsa alla paternità dell’opera nel centrodestra
Se i tecnici esultano per l’apertura dei cantieri, la politica locale e nazionale si attiva per la più classica delle discipline: la rincorsa a intestarsi il risultato storico. Nelle ultime ore, infatti, si è assistito a un vivace e quasi simultaneo posizionamento per appuntarsi sul petto la medaglia della Pedemontana.
Le danze si sono aperte lo scorso 29 giugno, quando Fratelli d’Italia ha organizzato una conferenza stampa con Galeazzo Bignami (capogruppo di FdI alla Camera ed ex viceministro alle Infrastrutture).
Il fulcro dell’incontro è ruotato attorno a un concetto chiaro: rivendicare il ruolo decisivo del partito di Giorgia Meloni nello sblocco definitivo dell’opera.
La replica della Lega non si è fatta attendere troppo. A stretto giro, infatti, è partito l’invito ufficiale per il taglio del nastro del cantiere, programmato proprio per oggi al campo base tra Carpignano e Ghislarengo, dove a fare gli onori di casa c’è il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Una mossa tempestiva per ribadire la firma del Carroccio sul dossier ministeriale proprio nel giorno del via libera.
L’affondo del PD: «Le opere sono dei cittadini»
Una dinamica che ha subito offerto il fianco alle punzecchiature delle opposizioni. A sollevare il caso è la consigliera regionale vercellese del Partito Democratico, Simona Paonessa, che commenta la vicenda con ironia.
«Basta con la gara a chi mette il cappello: le opere pubbliche appartengono ai cittadini, non alle segreterie di partito. Sorprende assistere a una surreale competizione interna alla maggioranza di governo su chi possa rivendicare la paternità dell’opera».
«Rivendicare il lavoro svolto, da qualsiasi forza politica, è legittimo – conclude Paonessa –, ma trasformare un’opera pubblica in un trofeo di partito lo è molto meno».
Al di là del gioco delle parti, per il territorio l’unica cosa che conta davvero è che da oggi i cantieri partano e rispettino i tempi previsti.
