BUSTO ARSIZIO – Un centenario benemerito a Busto Arsizio: è Ginetto Grilli, poeta dialettale, cantore di Sacconago, che oggi, 31 dicembre, ha tagliato il traguardo del secolo di vita. Con in testa una corona: il cantastorie è diventato Re della sua “Sinagu”. «Ma quali cento anni? Per me ne ha cinquanta, e portati benissimo» l’augurio (al telefono) del sindaco Emanuele Antonelli nel momento di festa organizzato a Villa Calcaterra. «Ginetto? Un manifesto, una bandiera, un simbolo dell’identità e un cittadino benemerito di Busto Arsizio» sottolinea l’assessore alla cultura Manuela Maffioli.
Chi è
«In cento anni? Ho visto re Vittorio Emanuele e otto papi» rivela Ginetto, ancora in gambissima. Nato il 31 dicembre 1925 a Sacconago- allora (e ancora per poco) comune autonomo – Virginio Costantino Grilli, per tutti Ginetto, ha lavorato una vita negli uffici della “Carlo Giani”, storica azienda bustocca di macchinari tessili. Ma la sua figura è legata soprattutto alla sua passione per la poesia, per il teatro, per la musica e per il dialetto bustocco, anzi sinaghino. Si è esibito ovunque in città, recitando le sue poesie e le sue storie in dialetto, fino a diventare il compositore dei “Talò”, la band fondata insieme al musicista Fabio Gallazzi e al medico cantante Umberto Rosanna che ha inaugurato il filone della canzone dialettale bustocca. Nel 2019 è stato insignito della civica Benemerenza della Città di Busto Arsizio.
La festa

Il centesimo compleanno di Ginetto Grilli è stato festeggiato nella sala del camino di Villa Calcaterra, nella sua Sacconago, insieme alla Famiglia Sinaghina riunita per fare un bilancio dell’anno del cinquantesimo dalla fondazione. «Ginetto è lo zio di tutti» ammette la nipote Augusta Grilli, che fa parte del consiglio della Sinaghina. Erano presenti il vicesindaco Luca Folegani e l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli, mentre il sindaco Emanuele Antonelli ha salutato al telefono in diretta il neo-centenario. In sala anche il parroco di Sacconago don Claudio Caregnato e il Tarlisu (in borghese) Antonio Tosi. Anche al Ginetto sono stati consegnati, come da tradizione, una targa ricordo e una stampa di palazzo Gilardoni, ma anche il catalogo delle Civiche Raccolte d’Arte di palazzo Marliani Cicogna.
La telefonata del sindaco
«Ma quali cento anni? Sono cinquanta, portati benissimo» la battuta del sindaco Antonelli, che ha rivolto al benemerito Ginetto un caloroso e ripetuto «grazie per tutto quello che ha fatto e continuerà a fare per Busto Arsizio». Del resto “il Ginetto” è «un’istituzione», le parole dell’assessore Manuela Maffioli, «un grande ambasciatore della nostra cultura e della nostra identità, memoria e veicolo di trasmissione in persona del patrimonio prezioso della nostra storia». E il vicesindaco Folegani ricorda un aneddoto di oltre vent’anni fa, quando «12enne studente alle scuole Bossi» rimase affascinato dai racconti di Ginetto Grilli in una lezione speciale a scuola.
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