«Gioeubia a Cardano: le tradizioni si custodiscono, non si riscrivono»

Gioeubia Cardano Forza Italia

La Gioeubia è una delle tradizioni popolari più radicate del nostro territorio. Un rito che affonda le sue origini nella cultura contadina e che, per generazioni, ha rappresentato un momento di comunità, di passaggio simbolico dall’inverno alla primavera, di condivisione e di identità.

Quest’anno, a Cardano al Campo, la festa ha però perso uno dei suoi elementi centrali: il fantoccio della vecchia Gioeubia sulla catasta di legna. Un’assenza che non può essere considerata un semplice dettaglio organizzativo, ma che rappresenta un cambiamento sostanziale del senso autentico della manifestazione.

Va riconosciuto che dietro l’edizione di quest’anno c’è stato un lavoro articolato che ha coinvolto scuole, ragazzi e volontari, con l’obiettivo di spiegare il significato della Gioeubia e di renderlo comprensibile alle nuove generazioni. Un impegno educativo che merita rispetto e che testimonia la volontà di trasmettere valori positivi. Proprio per questo, però, resta la perplessità sulla scelta finale: la Gioeubia non è una festa didattica da reinterpretare di anno in anno, ma una tradizione popolare che si tramanda attraverso simboli precisi. Educare è fondamentale, ma non può significare sostituire o rimuovere quegli elementi che, storicamente, danno senso e riconoscibilità alla festa stessa.

La Gioeubia non è mai stata un simbolo di violenza, né tantomeno di discriminazione. È un rito popolare, fatto di simboli e linguaggi condivisi, che nulla ha a che vedere con letture ideologiche moderne. Trasformarla in un contenitore di messaggi diversi – per quanto legittimi e condivisibili, come quelli contro la guerra o contro ogni forma di violenza – significa inevitabilmente snaturarne l’identità.

Nessuno mette in discussione l’importanza di promuovere valori civili e sociali fondamentali. Ma ogni messaggio deve trovare il proprio contesto. Se l’amministrazione intende portare avanti nuove sensibilità o nuove campagne di educazione civica, ben vengano iniziative dedicate, nuove manifestazioni, nuovi momenti di riflessione. Quello che appare discutibile è intervenire su una tradizione storica, modificandola fino a renderla irriconoscibile per molti cittadini.

Non è un caso se numerosi cardanesi hanno espresso perplessità e critiche, anche pubblicamente. La scelta di una “via di mezzo” non ha convinto una parte significativa della comunità, che ha percepito una distanza tra ciò che la Gioeubia è sempre stata e ciò che è diventata quest’anno.

Altrove, come a Gallarate, la festa si è svolta nel solco della tradizione, senza polemiche e senza bisogno di reinterpretazioni forzate. A Cardano, invece, si è scelto un percorso che ha inevitabilmente acceso il dibattito e diviso le opinioni.

Difendere la Gioeubia significa anche rispettare il lavoro e la passione di chi, nel tempo, si è sempre adoperato per mantenerla viva, amministratori e volontari che credevano profondamente nel valore di questa festa e nel suo significato per il paese.

Come Forza Italia Cardano al Campo, riteniamo che la Gioeubia debba essere ripristinata nella sua forma tradizionale, senza stravolgimenti e senza forzature ideologiche. Il mondo cambia, è vero, ma il cambiamento non deve cancellare o svuotare le tradizioni che rappresentano la nostra identità culturale.

Le tradizioni non si riscrivono: si custodiscono e si tramandano.

 

Antonio Roma
(Segretario Forza Italia Cardano al Campo)

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