Anche a Gallarate la Gioeubia brucia ed esorcizza tutti i guai

GALLARATE – Il freddo e i primi fiocchi di neve non hanno fermato la Gioeubia: come dal 1984 a segnare la fine dell’inverno, ieri 31 gennaio – ultimo giovedì del mese – alle Azalee si è svolto il tradizionale rogo della Giubbiana.

Un quintale di riso

A tradizione non si comanda, e non è stato dunque il freddo a impedire che a Gallarate i cittadini partecipassero al falò con cui si brucia l’inverno, ma anche il malaugurio: consuetudine attesa e ben valorizzata dal lavoro della pro loco gallaratese e dal suo presidente, Vittorio Pizzolato. Prima del rogo è stato distribuito l’immancabile risotto e luganega, preparato in un pentolone da record dai volontari, e servito a tutti con l’aiuto della pro loco, il sindaco Andrea Cassani e gli assessori, presenti al completo. Un quintale di riso, 60 kg di salsiccia, 100 litri di brodo per 1200 porzioni distribuite ai presenti fra cui, immancabile nonostante freddo e pioggia appunto, il Re Risotto, Pietro Tenconi.

Oltre mille persone

Poco dopo le 21, l’accensione del rogo da parte del sindaco Cassani: la Gioeubia ha preso lentamente fuoco, tra una nuvola di fumo e i primi fiocchi di neve. Fra la folla, tra cui presenti erano i volontari dei City Angels e del gruppo ProCiv, sguardi stupiti di bambini alla loro prima Giubbiana, fotografie di chi per nessun motivo al mondo, anno dopo anno, si perde il rogo di fine inverno. I più esperti osservano la direzione che il fumo prende levandosi in aria: è diritto. Sarà un buon anno a Gallarate.

 

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