NAPOLI – Vince Narvaez, vince Milan, vince… Kooij! Si conclude in maniera spettacolare la prima settimana del Giro d’Italia 2024: nella Avezzano-Napoli di 214 chilometri, l’ecuadoriano della Ineos Grenadiers tenta il colpo allungando sulla collina di Posillipo e “divorando” pancia a terra, in completa solitudine, gli ultimi 8 chilometri ma a poche decine di metri dal traguardo, complice il lavoro di Pogacar e Consonni, viene riacciuffato in volata da Jonathan Milan. Il corridore di Buja sembra avviato al secondo successo in questo Giro ma sulla linea sbuca Olav Kooij che, con un ottimo e decisivo colpo di reni, lo brucia andando a prendersi la sua prima vittoria di tappa in un Grande Giro.
LA TAPPA. Registrata la non partenza di Alexey Lutsenko (Astana) e la foratura nel tratto di trasferimento di Roel van Sintmaartensdijk (Intermarché – Wanty), la corsa scatta da Avezzano sotto uno splendido sole e dopo poche centinaia di metri dal via ufficiale vede l’attacco del duo della Polti-Kometa Andrea Pietrobon e Mirco Maestri. Al loro inseguimento prova, in un primo momento a lanciarsi, Manuele Tarozzi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè) ma, non trovando il supporto di altri coraggiosi, dopo qualche chilometro condotto in solitaria a bagnomaria il faentino decide di desistere e farsi riassorbire.
Andando bene la situazione al gruppo, per diverso tempo allora si procede senza sussulti con l’Alpecin-Deceuninck che, mettendosi in testa al gruppo, riesce nel triplice compito di controllare il ritmo, scoraggiare altri tentativi e impedire alla fuga di assumere proporzioni troppo corpose (vantaggio massimo di poco più di 3 minuti). I due in avanscoperta fanno così il pieno di punti sia al traguardo volante di Mondragone che a quello Intergiro di Giugliano in Campania, punto poco prima del quale, in gruppo, finiscono a terra Maximilian Schachmann (BORA-hansgrohe) e, soprattutto, Geraint Thomas. Entrambi, mentre davanti i velocisti si spartiscono i rimanenti punti in palio per la classifica della maglia ciclamino, rientrano tra i ranghi prima di varcare l’arco dei 50 chilometri dall’arrivo, momento questo in cui la Bahrain-Victorious dà una forte trenata in gruppo che però, esaurendosi in fretta, alla fine si produce granchè. In breve, infatti, il vantaggio di Maestri e Pietrobon (sceso in precedenza sotto il minuto) riprende a salire come la strada sotto alle loro ruote visto che a meno di 40 km dal traguardo i due imboccano davanti a tutti la salita al Monte di Procida. In cima all’unico GPM di giornata Pietrobon transita in prima posizione davanti a Maestri ma la notizia è che sotto il forcing degli uomini Alpecin perdono contatto Merlier, Jakobsen e Bauhaus.
I due fuggitivi conquistano quindi anche il traguardo volante di Bacoli dopo il quale, sullo strappo successivo, Alaphilippe e Conci (seguiti poi da Vermaerke e Askey) approfittano dei pochi secondi che dividono il plotone dalla fuga per andarla ad agganciare. Si compone quindi un nuovo tentativo di sei corridori che diventano sette col rientro di Costiou (Arkea) il quale a sua volta, ai meno 20km, rilancia l’azione andando, assieme ad Alaphilippe, a distanziare gli altri corridori del drappello di testa. Maestri e Vermaerke tentano una reazione e si portano al loro inseguimento ma il loro sforzo si rivela vano poiché, ai -15km, vengono fagocitati dal gruppo trainato da Lidl-Trek e Alpecin. Costiou e Alaphilippe proseguono dunque insieme mantenendo un leggero margine di vantaggio sul plotone fino ai -10 quando il bi-campione del mondo prova la sortita solitaria. Ai -7,8 dal traguardo però, sull’ultimo strappo prima del finale pianeggiante, Narvaez esce come una scheggia dal gruppo e in maniera fulminea va a riprendere e staccare il transalpino della Soudal Quick-Step. Alle sue spalle, in diversi cercano tardivamente di ritrovare la sua ruota ma nessuno riesce a fare la differenza e così, in breve, sono ancora una volta le squadre dei velocisti a incaricarsi dell’inseguimento.
Il buon passo dell’ecuadoriano, vincitore della tappa di Torino e prima maglia rosa del Giro 2024, tuttavia rende più complicata del previsto quest’operazione a tal punto che agli ultimi 1000 metri questi vanta ancora un margine di 12 secondi. Una straordinaria trenata di Pogacar (per Molano), a questo punto, riduce sensibilmente il gap che si assottiglia ancor di più poi col lavoro di Consonni per Jonathan Milan. Quest’ultimo quindi lancia la sua volata e va a passare l’ecuadoriano della Ineos a 15 metri dalla linea ma sul traguardo, grazie a un colpo di reni ottimamente assestato, viene infilato da Olav Kooij. Al termine di un finale appassionante, andato in scena alla vigilia del primo giorno di riposo, è dunque il classe 2001 del Team Visma | Lease a Bike a esultare per il primo successo della carriera in un Grande Giro, il sesto della sua squadra alla Corsa Rosa negli ultimi cinque anni.
CLASSIFICA GENERALE
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) in 32h59’04”
2. Daniel Felipe Martinez (BORA-hansgrohe) +2’40”
3. Geraint Thomas (INEOS Grenadiers) +2’58”
4. Ben O’Connor (Decathlon AG2R La Mondiale) +3’39”
5. Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike) +4’02”
6. Antonio Tiberi (Team Bahrain-Victorious) +4’23”
7. Lorenzo Fortunato (Astana Qazaqstan) +5’15”
8. Einer Rubio (Movistar Team) +5’28”
9. Thymen Arensman (INEOS Grenadiers) +5’30”
10 Jan Hirt (Soudal Quick-Step) +5’53”
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
