GOLASECCA – Le tende, le tavole in legno illuminate dai fuochi. E poi i costumi e i capelli intrecciati in acconciature che non sono solo un richiamo di stile, ma diventano cultura ed evocano storie. In sottofondo, quella musica unica offre l’opportunità di viaggiare nel tempo e nello spazio, fino alle terre più lontane e impregnate di folklore e di miti. È il Lughnasad, dove rivivono le leggende di antiche tribù. E da ieri, 25 luglio, si sono ufficialmente aperte le danze, i laboratori, gli spettacoli colmi di spiritualità che solo il festival di Golasecca – giunto alla sua quarta edizione – è in grado di presentare. Offrendo uno spaccato dalle sfumature ancestrali.
La cultura celtica rivive
Musica, danza, ricostruzioni storiche e show della serie “non rifatelo a casa”, come lo spettacolo di focogiocoleria di Antinomia che ieri ha portato lampi di luce nel buio della notte a Golasecca. Poi ci sono laboratori, incontri e momenti di riflessione nel luogo principale dell’antica cultura proto-celtica e l’occasione di visitare la zona archeologica del Monsorino. Oltre alla possibilità di cimentarsi in gare di forza celtica, ispirate alla tradizione scozzese degli Highland Games, o in workshop che vanno dalla danza al canto, fino all’arpa. Attività, quest’ultime, che riempiranno la giornate di sabato e domenica.
È stato Umberto Crespi, della Gens d’Ys e anima del festival, a dare il bentornato a tutti gli appassionati che ogni anno scelgono l’area del campo sportivo per viaggiare con la mente e lo spirito verso le terre del nord: «Vogliamo dare risalto ai musei che celebrano la città di Golasecca», ha detto dal palco. «I proto-celti avevano scelto queste zone per creare una comunità e portarla avanti insieme. Ecco, è ciò che noi vogliamo omaggiare. E ringraziamo gli espositori, gli artigiani e la Pro Loco che è co-organizzatrice dell’evento».
Musica, artigianato e idromele
Moltissime, infatti le bancarelle presenti. Esposizioni di prodotti artigianali, essenze o manufatti artistici di matrice celtica, in pieno stile del festival. E poi gli angoli dedicati – appunto – alle acconciature e ai gadget di ogni genere. Non solo: anche dissetarsi è in perfettamente in linea con il mood Lughnasad, grazie agli stand con idromele e sidro. Mentre, l’angolo gastronomico è gestito dalla Pro Loco.
Poco lontano, immersi un un gioco di luci, i musicisti calcano il palco e ripropongono le melodie che spaziano dal folk al rock, al country made in Usa. Si sono, infatti, esibiti i Boira Fusca preceduti dal duo formato da Anchise Bolchi e Ariele Cartocci. Ma non sono gli unici: il palco ospita anche Caterina Sangineto & Kalon Ker Ys, oltre ai Trinaluna e la loro musica celtico-irlandese con elementi classici, funk e jazz. Fino ai Daridel . E ancora: le cornamusa e tamburi dei Valkanorr, la giovane arpista Rossana Monico e l’accademia di danze irlandesi Gens d’Ys. Non manca niente, insomma. Proprio tutto quello che serve per respirare a pieni polmoni l’aria del nord e rivivere quelle magiche leggende.

La cultura celtica rivive a Golasecca. Con il festival “Lughnasad, l’incontro delle tribù”
