VARESE – Sono quattro le zone inquinate in provincia di Varese fra quelle analizzate da Goletta dei Laghi 2025, la campagna di Legambiente in difesa dei bacini lacustri italiani. Tre nel Lago Maggiore: la foce del torrente Tresa, del torrente Acqua Negra e – soprattutto – quella del rio Boesio fortemente inquinato dal 2010. A cui si aggiunge anche la foce del torrente Vallone, nel Ceresio. Ma la situazione complessiva dei cinque laghi lombardi monitorati risulta tutt’altro che rassicurante: su un totale di 32 punti analizzati, 15 sono risultati fortemente inquinati, 2 inquinati e solamente 15 nei limiti di legge.
Il Lago Maggiore
Sui 6 punti monitorati nel Varesotto, 3 sono risultati entro i limiti di legge. Si tratta dello scarico della terrazza di piazza Garibaldi a Luino, della foce del torrente Bardello e del canale di scarico della spiaggetta di Lisanza. Un miglioramento rispetto allo scorso anno, che conferma – però – alcuni punti critici, con particolare attenzione alla foce del rio Boesio.
Il Ceresio
Sulle 4 zone prese in considerazione nel Ceresio, 3 sono risultate entro i limiti: la foce del torrente Vallone (VA), la foce del fiume Telo di Osteno (CO) e la foce del fiume Rezzo (CO). Negativo invece il risultato della foce del rio Bolletta (VA), che dopo due anni nei limiti è tornata a mostrare concentrazioni oltre la norma, come già accaduto dal 2010 al 2022.
Gli altri laghi lombardi
Il bilancio complessivo risulta in leggero miglioramento rispetto al 2024, ma decisamente peggiore rispetto al 2023. Nello specifico:
- Sul Sebino, 4 dei 5 punti monitorati risultano fortemente inquinati, mentre solo uno nei limiti di legge)
- Sulla sponda lombarda del Benaco, dei sei punti monitorati, 4 sono risultati fortemente inquinati, mentre 2 nei limiti di legge.
- Sul Lario, di 11 punti monitorati 6 sono entro i limiti, mentre i restanti 5 sono ancora fortemente inquinati
Il monitoraggio
I prelievi di Goletta dei Laghi sui laghi lombardi sono stati realizzati dal 10 al 19 giugno 2025 da tecnici e volontari di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici – Enterococchi intestinali ed Escherichia coli – classificando come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione. Ma attenzione, i risultati non certificano la balneabilità dei punti di campionamento. I punti di prelievo vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio Goletta. Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi.
Il punto della situazione
«Un dato particolarmente preoccupante riguarda il netto peggioramento rispetto al 2023, quando molti dei campioni risultarono entro i limiti di legge, complice probabilmente la siccità che aveva ridotto notevolmente l’apporto di inquinanti dagli affluenti», ha commentato Emilio Bianco, portavoce della Goletta dei laghi 2025.
E, spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: «I venti anni di Goletta dei Laghi parlano chiaro. Servono politiche condivise e strutturate per preservare la salute delle persone e la qualità degli ecosistemi. Le amministrazioni locali devono tenere presenti tutti gli aspetti della gestione territoriale, trovando punti di contatto tra le rispettive politiche per realizzare obiettivi utili alle comunità locali. Gli investimenti più necessari sono quelli nella depurazione e nel ciclo integrato delle acque».
Bandiere Blu 2025, la sponda lombarda del Lago Maggiore ancora a secco
