Gorla Maggiore, il metano “ti dà una mano”: nuovo impianto della discarica

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GORLA MAGGIORE – Il grande piano è quello di trasformarla in una centrale fotovoltaica, un polo di innovazione e tecnologia in chiave green, ma per arrivare all’obiettivo finale ci sono una serie di piccoli e grandi step da compiere alla discarica di Gorla Maggiore. Il più imminente? Un impianto per trasformare e implementare l’attuale centrale di cogenerazione a biogas che, se dovesse rimanere così, non si potrà aggiudicare tutti gli incentivi statali a partire dal 2023.

Le cose devono cambiare

C’è aria di cambiamenti alla discarica di Gorla Maggiore, ma prima di tutto bisogna iniziare dalle basi, ovvero lo studio di fattibilità tecnico economico e giuridico che permetterà di sviluppare un progetto per implementare l’esistente centrale di cogenerazione a bio gas. «Da circa una quindicina di anni – spiega in parole semplici il sindaco, Pietro Zappamiglio – nella nostra discarica c’è un impianto di co-generazione che brucia bio gas per produrre energia». Si tratta di una centrale a 4 motori che brucia metano e che fino al 2023 è assoggettata a incentivi statali.

Tuttavia, secondo le recenti normative da Roma, il governo ha deciso di implementare l’immissione diretta di gas puro nella rete Snam. «Dal momento che le direttive centrali stanno appunto andando nella direzione di immettere una parte del metano puro direttamente nella rete, quindi senza essere bruciato, abbiamo pensato di mettere in atto un progetto per creare degli impianti che ci permettano questa implementazione, in modo soprattutto da intercettare gli incentivi statali», continua Zappamiglio.

Parola agli esperti

Ecco quindi che la giunta ha deciso di incaricare alcuni esperti per stilare un primo progetto di fattibilità e capire se l’idea di implementare l’esistente centrale di cogenerazione è fattibile a livello tecnico, economico e giuridico. «Il nostro piano sarebbe quello di creare un impianto che, insieme alla centrale esistente che brucia il biogas per trasformarlo in energia, permetta di immettere una parte del metano direttamente nella rete di Snam».

Ovviamente si tratta di una prima fase, tuttavia le direttive statali sembrano non lasciare via d’uscita: per ottenere gli incentivi dal 2023 bisognerà convertire una parte dell’impianto a biogas in biometano, solo così si potranno continuare a intercettare fondi da Roma, che, soprattutto per la discarica di Gorla che è ormai nella sua ultima fase.

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