Gorla Minore, Ermoni: «Niente lezioni da Landoni, il primo a snobbare le regole»

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Sindaco Ermoni ed ex sindaco Landoni

GORLA MINORE Fabiana Ermoni è un sindaco che incassa e risponde a tono: «La giunta Landoni ha approvato 20 regolamenti senza rispettare l’articolo dello Statuto che noi vorremmo modificare perché fatto male (proprio da chi ci ha preceduto) e gli antidemocratici saremmo noi?». E’ questa in sostanza la contro stoccata del sindaco agli attacchi dell’ultimo consiglio comunale che, nel primo round, ha stoppato il cambio di regolamento. «Che faremo – tira dritto il sindaco – con votazione e approvazione ripetuta in due successive sedute da tenersi entro trenta giorni».

Ma non è l’unico colpo che Ermoni infligge alle minoranze. Nella nota, infatti, si toglie anche il “sassolino” Rossetti. E lo fa nel passaggio in parla “dell’ira delle vecchie e nuove (il suo ex assessore) opposizioni». E così respinge al mittente le accuse di poche trasparenza.

Sui social gorlesi, intanto, lo scambio dialettico tra sindaco ed ex sindaco è molto caldo. E anche su Malpensa24 la contro risposta di Landoni non si è fatta attendere.

La nota del sindaco

In riferimento alla mancata deliberazione del Consiglio Comunale di martedì, relativa alla modifica dell’articolo 43 comma 3 , capoversi 2 e 3 dello Statuto Comunale, si fanno di seguito alcune precisazioni. L’articolo che intendiamo abrogare in sostanza prevede che ogni Regolamento che debba essere approvato in Consiglio Comunale, sia preventivamente pubblicato all’Albo pretorio cartaceo o informatico affinché i cittadini possano esporre le loro osservazioni.

La presentazione della modifica ha suscitato l’ira delle opposizioni vecchie e nuove, che hanno gridato alla “preclusione della partecipazione dei cittadini” e a “togliere a chi abita in paese occasioni di informazione e confronto”.

Innanzitutto, ricordiamo a tutte le opposizioni che l’articolo è inserito nel Titolo VII dello Statuto, alla voce “Funzione normativa” e non al “Titolo VI – Partecipazione popolare” quindi le ragioni da loro esposte sono nulle in partenza. Lo Statuto era stato approvato il 30/01/2019 dall’amministrazione guidata da Landoni Vittorio.

Da quella data e fino al giugno del 2024, fine mandato, sono stati approvati ben 20 regolamenti senza che sia mai stata adottata tale procedura. Alla faccia della loro sbandierata volontà di dare strumenti di partecipazione e voce ai cittadini! Ad ogni modo questo articolo in discussione, che va al di là delle previsioni di partecipazione popolare previsto dal Testo Unico degli enti locali (d. lgs. 267/2000), è carente di due aspetti fondamentali:

1) chi è deputato ad analizzare le osservazioni dei cittadini: Sindaco, Giunta, Segretario comunale, Responsabili di servizio? Non si sa!

2) quali sono i regolamenti che possono o non possono essere soggetti a tale procedura (come, ad esempio, tutti i regolamenti relativi a tasse e tributi, oppure alle norme urbanistiche, atti esecutivi di norme legislative, ecc.)? Non si sa!

Insomma, l’articolo 43 comma 3 è fatto male ed incongruente con le normative del Comune di Gorla Minore, nonché con quelle del Testo Unico degli Enti Locali. Un po’ di umiltà da parte soprattutto di chi queste norme a suo tempo le ha approvate, sarebbe stata meglio che gridare a inutili scandali sulla mancata partecipazione dei cittadini alla “res publica”.

Comunque, nel rispetto della norma in materia, articolo 6, comma 4 del Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli enti locali, che lo prevede e lo permette, la nostra amministrazione provvederà ad apportare la modifica dello Statuto con votazione e approvazione ripetuta in due successive sedute da tenersi entro trenta giorni.

«Giù dal piedistallo»

A stretto giro di posta arrivano le reazioni dell’ex sindaco Vittorio Landoni. Durissimo. «Non faccio e non prendo lezioni da chi l’altra sera in consiglio ha detto che “Ci sono altri momenti partecipativi come la pubblicazione del pgt o i consigli comunali dove quasi mai ci sono cittadini presenti, che non vengono sfruttati dalla gente”. che poi è lo stesso sindaco che vuole eliminare la compartecipazione perché essendo stata eletta si sente forse “illuminata”».

Landoni ricorda che il regolamento, «rispetto al quale Fabiana Ermoni ci imputa la responsabilità di averlo fatto male, è bene sottolinearlo, che è nato da una serie di incontri in commissione alle quali hanno partecipato anche loro come minoranza. Non solo. Il compito di pubblicare le eventuale modifiche per le osservazioni dei cittadini non è compito del primo cittadino, ma degli uffici. Forse è ora che sindaco e maggioranza scendano dal piedistallo, perché non si amministra dicendo: “Ho vinto e quindi comando io”».

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