BUSTO ARSIZIO – C’è un’altra “vittima” illustre della “non gestione” della Piscina Manara: la Pallanuoto Busto Arsizio. L’ambiziosa squadra della città, che proprio sabato è emigrata a Varese per l’ultima vittoriosa partita di regular season (schiacciante 22-3 contro l’SC Milano, servita se non altro a sfatare il tabù “Fabiano”, sede delle uniche due sconfitte stagionali dei bustocchi), è alla disperata ricerca di una piscina per disputare i playoff di serie C. Ma Aquamore, il nuovo operatore entrante alla Manara (che gestisce peraltro il Bocconi Sportcenter di Milano), potrebbe fare al caso, indicando la soluzione e risolvendo l’impiccio. Sebbene non sia questo l’unico disagio…
Salta il fattore campo
I ragazzi di coach Andrea Crespi, giunti secondi in classifica con un solo punto di distacco dalla Onda Blu Dalmine, dovranno ora guadagnarsi la promozione in serie B nel doppio confronto con la Mestrina, vincitrice dell’altro girone davanti a Lodi, dove nel prossimo weekend i bustocchi saranno di scena in amichevole. Una sfida, quella contro la squadra di Mestre, delicatissima per cui la Busto Pallanuoto parte già svantaggiata, non potendo contare su quel fattore campo rivelatosi determinante nel corso della stagione, con i biancorossi sempre vittoriosi davanti al pubblico amico della “Manara”.
Cercansi piscina per giocare ed allenarsi
Per il club bustocco del presidente Maurizio Castagna, insomma, un doppio handicap, sebbene i rapporti con l’Amministrazione – ci tengono a precisare dalla società – siano sempre stati di massima collaborazione (si era persino ipotizzato un utilizzo a porte chiuse dell’impianto per limitare i disagi degli atleti). Un doppio handicap, dicevamo: in primis sportivo, con Busto che giocherà di fatto due partite in trasferta senza nemmeno potersi allenare con regolarità non avendo più spazi suoi e dovendoli pertanto “elemosinare” qua e là nel territorio (ma la solidarietà di Von Varese e Pallanuoto Como – va detto – non è mancata). Discorso che vale e si estende inevitabilmente anche per tutto il movimento: dal settore giovanile al femminile, con disagi oltre ogni immaginazione, sebbene molte sessioni d’allenamento siano state dirottate nell’altra piscina della città, quella della Bustese.
Verso il Bocconi Sportcenter di Milano
In secundis – sempre in termini di handicap – economico, con un imprevisto, e non certo irrilevante, extra budget da sborsare per reperire in fretta una piscina a norma, sebbene il Bocconi Sportcenter di Milano, gestito da Aquamore, appaia a questo punto la soluzione più logica e ideale per la sfida del 15 giugno. Nonché per garantire la prosecuzione (perchè di regolarità non si può più parlare…) del resto del movimento, con la squadra femminile ancora alle prese con le ultime gare di campionato.
