SOMMA LOMBARDO – Si torna a parlare di una tangenziale per la città di Somma Lombardo, ma non quella fatta di asfalto, macchine e guardrail. Una tangenziale verde fatta di sentieri esistenti e strade bianche, che ha l’obiettivo di diffondere la percezione del valore di un paesaggio, quello a due passi da casa, ricco di inaspettato fascino naturalistico e storico. Si tratta del Grande Anello Verde Sommese, 25 chilometri mappati dal Cai e inaugurati questa mattina, 16 maggio. Tantissime le persone presenti che hanno seguito la nuova cartellonista, camminando tra il torrente Strona e il bosco del Vigano, passando per la Piramide Geodetica in Valle, i canali e le paludi al confine con Arsago Seprio.
Il Gavs
Ideato da Andrea Zanardi, il Grande Anello Verde Sommese è un percorso pensato per chi ama il verde e la natura, è il risultato di un progetto che dopo anni di progettazione ora finalmente possiede la sua segnaletica materiale. Un passaggio decisivo per rendere accessibile il percorso, un’operazione che è stata possibile grazie anche al sostegno e contributo economico dell’amministrazione comunale e dei volontari della sezione del Cai.
La prima camminata
La “Tangenziale Verde” è stata presentata lo scorso 8 maggio in Fondazione Casolo e questa mattina è stata ufficialmente inaugurata con i primi escursionisti partiti alle 9 dal Santuario della Madonna della Ghianda di Mezzana. Tra loro anche l’assessore al Turismo e Marketing territoriale di Somma Lombardo, Francesco Calò. Questo il suo diario della giornata:
Alle nove del mattino, davanti alla chiesa della Madonna della Ghianda, c’era quell’energia che si sente solo quando una comunità decide di mettersi in cammino insieme. Più di trecento persone, scarpe comode, borracce nello zaino, bambini che correvano avanti e indietro, scout con i fazzolettoni al collo, anziani che conoscono quei sentieri da una vita e ragazzi che invece li scoprivano per la prima volta.
Non era soltanto una passeggiata. Era l’inizio di qualcosa.
Il taglio simbolico del nastro della “tangenziale verde” di Somma Lombardo, il Grande Anello Verde, un percorso di venticinque chilometri che abbraccia il territorio e lo restituisce ai suoi cittadini con uno sguardo nuovo. Un anello fatto di strade bianche, argini, boschi, paludi, cascine, silenzi e incontri. Un mese di cammino, di tappe, di persone che si ritrovano.
Dietro questo progetto c’è il lavoro del CAI, che ha avuto la pazienza e la visione di costruire il percorso metro dopo metro, mappandolo e geolocalizzandolo, trasformando un’idea in una realtà concreta grazie anche al contributo del Comune. E dentro questa storia c’è qualcosa che oggi sembra sempre più raro: il passaggio dalla teoria alla pratica.
Andrea Zanardi, con la sua tesi di laurea, aveva immaginato un modo diverso di vivere il territorio. Il CAI ha preso quella visione e l’ha portata fuori dalle pagine, dentro i campi, sugli argini, nei passi delle persone. È questo che colpisce davvero: vedere un’idea nascere da un ragazzo e diventare un patrimonio collettivo.
Di sicuro la tangenziale verde di Somma Lombardo non è il cammino dell’Iposidra immaginato da Carlo Cattaneo, ma mi piace pensare che anche ieri Andrea abbia coronato un suo sogno, proprio come Cattaneo riuscì a concretizzare il proprio attraverso quell’idea visionaria di territorio, acqua e connessioni. Perché ogni grande progetto nasce così: qualcuno lo immagina quando ancora non esiste, e qualcun altro trova il coraggio di trasformarlo in realtà.
Come assessore al Turismo sento una profonda gratitudine verso chi ha creduto in questo progetto. Perché il turismo, alla fine, non è soltanto attrarre visitatori. È creare legami. È dare alle persone un motivo per guardare il proprio territorio con occhi diversi. È mettere insieme generazioni lontane, associazioni, famiglie, giovani e anziani, tutti sullo stesso sentiero.
Dopo più di due ore di cammino il gruppo si era già sparpagliato in piccoli racconti. C’era chi indicava un vecchio casolare, chi spiegava ai bambini il nome delle piante, chi si fermava a fare fotografie. Siamo arrivati ai Sass de Biss passando da Santa Caterina e dalle paludi, con quella luce del mattino che rende tutto più vicino e più semplice.
Adesso il percorso scende verso il Ticino e i canali Villoresi. E mentre si cammina si capisce che il Grande Anello Verde non è soltanto un tracciato di venticinque chilometri. È un modo per ricordarsi che un territorio vive davvero quando le persone tornano ad attraversarlo insieme.
