I primari battono i pugni in Regione: “Ospedali al collasso, intervenite”

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MILANO – Si è tenuta questa mattina, lunedì 9 luglio, alla III Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone,l’audizione con i primari degli ospedali della Provincia di Varese. Incontro in agenda da diverse settimane, dopo che una settantina di primari delle Asst di Varese e Busto Arsizio (Insubria e Valle Olona) avevano preso posizione contro la carenza degli organici e la conseguente, difficile, quasi drammatica situazione gestionale e operativa negli ospedali. Nel frattempo, su iniziativa della Fondazione Carnaghi-Brusatori di Busto Arsizio, in parallelo a una serie di uscite pubbliche di origine politica con Busto al centro e l’adesione di 150 medici dell’Asst della Valle Olona, il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Werlfare Giulio Gallera avevano partecipato a una riunione ai Molini Marzoli di Busto Arsizio.

Razionalizzare la rete dei nosocomi

Temi delicati quanto complessi e forieri di preoccupanti dinamiche per l’efficienza e la funzionalità delle cure. Senza dimenticare l’urgenza di porre mano alla razionalizzazione della rete ospedaliera, ridefinendo il ruolo dei piccoli ospedali al di là delle esigenze di campanile, fino alla necessità di riqualificare i pronto soccorso, prima vera spina nel fianco della sanità locale. “Non è pensabile che nel giro di una ventina di chilometri ne siano in funzione tre” è stato fatto rilevare con riferimento ai Ps di Busto, Gallarate, Saronno.
Da queste premesse si è svolta l’audizione in Commissione Sanità.

I vincoli imposti da Romamonti ospedale unico

Nel merito è intervenuto il presidente della stessa Commissione, Emanuele Monti. “È stata un’audizione di grandissima utilità – spiega l’esponente leghista – che ha permesso al sottoscritto e all’intera commissione di ascoltare direttamente dai primari, ovvero da coloro che hanno il polso della situazione, le problematiche principali su cui occorre intervenire. Appuntamenti come questo hanno il pregio di stabilire un contatto diretto con gli ospedali del territorio, consentendo ai rappresentanti delle istituzioni un confronto continuo e proficuo volto a risolvere le questioni aperte. In questo senso ciò che emerge è principalmente il problema della carenza di personale, specie per quanto attiene i pronto soccorso della nostra Provincia. La regione dal canto suo sta cercando di fare quanto in suo potere per tamponare la situazione, mediante l’aumento delle borse di studio per le specialità e, da ultimo in ordine temporale, con l’accordo della settimana scorsa, firmato con i sindacati, che sancisce la stabilizzazione di 1000 precari del comparto sanitario. Abbiamo consapevolezza di come ciò non sia abbastanza per risolvere i problemi odierni e futuri, legati in particolare ai pensionamenti, al numero chiuso nelle facoltà e alla carenza di specializzati in determinati ambiti. In questo senso le norme nazionali in vigore attualmente non ci aiutano, stabilendo un tetto di spesa per il personale sanitario pari a quello del 2004, con una diminuzione dell’1,4%”.

Subito l’autonomia

“Su questo punto – avverte il presidente della commissione – lavoreremo di concerto con il Governo nazionale perché questo paletto assurdo sia abolito, ma soprattutto nella prospettiva di portare a compimento il processo di autonomia, per avere più risorse e spazi di manovra che ci consentano di risolvere anche le problematiche emerse oggi in audizione. Per quanto riguarda i temi portati alla nostra attenzione dai medici varesini, il sottoscritto, in accordo con gli altri membri della commissione, ha chiesto ai primari di redigere un documento di sintesi unitario che contenga i punti più importanti e le relative proposte emerse nella seduta di oggi. Si tratterà – conclude Emanuele Monti – di un ottimo punto di partenza su cui lavorare insieme, proseguendo nel confronto, anche con il contributo dei partiti di opposizione, con lo scopo di offrire risposte concrete ai medici e ai cittadini.”

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