I silenzi “elettorali” sull’ospedale nuovo Busto/Gallarate

bottini ospedale nuovo

di Gian Franco Bottini

In Italia siamo in campagna elettorale permanente. Noi ci siamo abituati ma all’estero la dialettica che ne consegue viene presa, spesso maliziosamente, come un segnale di instabilità politica anche quando, come in questo momento, una maggioranza “ottima e abbondante” consentirebbe  di pensare più ai problemi che all’occupazione del potere.

In effetti lo svilupparsi, in poco più di un anno, prima delle elezioni amministrative, poi delle politiche e fra poche settimane di quelle regionali, fa si che, in un momento fra i più delicati della nostra Repubblica,  alcune parti sembrano esercitare il loro  impegno più nell’ottica  del proprio partito che non con quella di chi ha la responsabilità di risolvere le difficoltà del Paese.

La differenza fra i due modi di operare è fondamentale. Chi governa deve pensare al concreto mentre chi fa campagna elettorale pensa di più alle chiacchiere che possano colpire la fantasia della gente e  presumibilmente fare più” cassetta” di voti, magari evitando gli argomenti imbarazzanti ma più reali. Far convivere le due visioni, oltre che  un comportamento irresponsabile, è fortemente pericoloso.

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Gian Franco Bottini

Purtroppo, però, questo è quanto pare di osservare seguendo la gestazione della prima “legge finanziaria” di questo governo, dove appare evidente la distanza, nella coalizione di maggioranza,  fra chi sente la responsabilità di destinare ai veri problemi le sempre insufficienti risorse  (Meloni e pochi altri) e chi (Lega e Forza Italia in primis) cerca di infarcire il provvedimento di “specchietti per le allodole”, intempestivi o così poveri di sostanza e credibilità da risultare persino irriguardosi rispetto all’intelligenza  e alle  difficoltà delle persone.

Speriamo che le Camere, nel loro percorso, non confermino questa nostra impressione e non si creino ulteriori problemi nell’ambito del governo stesso,  dove alcuni personaggi chiave, che per loro natura potrebbero risultare  più “governativi” e meno “partitici” (Giorgetti e Tajani in testa), potrebbero venire tacciati di “alto tradimento” dai partiti stessi che essi rappresentano.

La campagna elettorale legata alle incipienti elezioni regionali protrarrà lo stesso andazzo anche sul territorio e di questo soffriremo anche noi lombardi che nei primissimi mesi del prossimo anno saremo chiamati a rinnovare il governo lombardo.

Un esempio a noi vicino è sotto gli occhi di tutti , ma pare che chi  dovrebbe avere la vista migliore per non  ignoralo sia miope o guardi dall’altra parte, solo e unicamente per ragioni elettorali. Ci riferiamo a quello che erroneamente viene chiamato “ospedale unico Busto-Gallarate” che, date le sue caratteristiche, dovrebbe essere identificato più correttamente come “nuovo”,  visto che, l’ospedale  delle due città, unico lo è già da tempo.

Non c’è dubbio che l’argomento sia di rilevantissima importanza per un’area densamente popolata e di primaria importanza elettorale , e non c’è dubbio che , come tutte le questioni che toccano la quotidianità, si creino nella  gente opinioni autonome e spesso discordanti con quelle delle  proprie simpatie politiche. E questo è ciò che preoccupa i partiti!

Per tale ragione, prima per il rinnovo delle due amministrazioni comunali, poi per il rinnovo del Parlamento e ora per il prossimo rinnovo regionale, è da oltre un anno che si assiste, da parte dei partiti più rilevanti, ad un evidente “traccheggio” teso a lasciare sullo sfondo un tema che potrebbe creare qualche  dissenso anche nei propri elettori . Questo vale per il centrodestra impegnato nel restare immobile, ma anche  per il centrosinistra, ondeggiante ed impegnato unicamente a catturare, se ce ne fossero, le mosse dell’avversario per sostenerne il contrario. E alla fine di questa “melina” quasi due anni se ne saranno andati.

Qualcuno dirà che stiamo farneticando; allora lo stesso ci dovrebbe spiegare perché è scorsa via come l’acqua la recente notizia di stampa che, per la lievitazione abnorme dei prezzi o per qualche riduzione di stanziamento, oggi come oggi mancano la bellezza di 100 milioni di euro per coprire le previsioni di spesa, con le negatività  che si possono immaginare. .

Della cosa se ne parla sottovoce nei corridoi della politica, ma l’imperativo è il silenzio: le elezioni sono vicine. Tace la maggioranza di centrodestra che dovrebbe smentire o rassicurare ; tace l’ opposizione di centrosinistra, che attende unicamente un passo falso dell’avversario.  Tacciono anche i sindaci, evidentemente ligi agli ordini di partito e incuranti del fatto che il tempo non fa “melina” e le disfunzioni dell’attuale ospedale unico di Busto e Gallarate sono nella preoccupante cronaca quotidiana. Si dice che qualcuno di loro si trinceri dietro l’affermazione che “la sanità sta in capo alla Regione”, dimenticandosi che fra le funzioni di un sindaco sta la responsabilità della salute dei propri concittadini.

In ultima analisi: ovunque si guardi purtroppo la politica continua ad essere concentrata sulla propria pancia, incurante del suo compito primario che, se i lontani ricordi scolastici non ci tradiscono, Aristotele definiva essere il “benessere dei cittadini”.

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