Il 17esimo inizio dell’istituto Antonioni di Busto con 27 matricole. «E ora il campus»

BUSTO ARSIZIO – Cosa vuoi fare da grande? Il regista. Delle 27 nuove matricole dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni di villa Calcaterra a Busto Arsizio, ben 20 hanno scelto l’indirizzo di regia e filmaking, solo 7 quello di recitazione. E quasi il 100% di chi si diploma all’ICMA trova un lavoro. «Speriamo possiate portare Busto nel mondo attraverso la vostra arte» l’auspicio dell’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che ha inaugurato il nuovo anno accademico, il 17esimo per la scuola di cinema di Busto, insieme al presidente della Fondazione ICMA Alessandro Munari. Il quale rivolge un appello alla città e alle istituzioni: «Ora ci vorrebbe un campus per questa scuola».

Il nuovo anno accademico

Ha preso il via oggi, lunedì 21 ottobre, l’anno accademico 2024/2025 della scuola di cinema intitolata al grande Michelangelo Antonioni. «Il 17esimo inizio» lo definisce Gabriele Tosi, “decano” del sistema cinema di Busto e docente ICMA. A Villa Calcaterra il benvenuto a 27 matricole, provenienti da tutta Italia, che per la prima volta hanno varcato la soglia della sede dell’Istituto per iniziare il loro percorso formativo triennale. Tra i nuovi iscritti, in 20 hanno scelto l’indirizzo di regia/filmmaking, 7 quello di recitazione. A un primo anno comune a tutti, dedicato all’acquisizione dei linguaggi e delle tecniche, segue un biennio di specializzazione, nel quale si alterneranno teoria, esercitazioni pratiche e laboratori, sempre in stretto contatto con realtà che operano in questo ambiente.

«E ora il campus»

«Vedervi così numerosi e motivati è motivo di orgoglio per le persone sedute a questo tavolo, che tanti anni fa hanno lavorato per realizzare quello che sembrava un sogno e che invece si è concretizzato nel migliore dei modi» le parole del presidente Munari. Ora l’ICMA – alla vigilia della “maggiore età” – punta al salto di qualità, il campus per gli studenti. «È  uno dei temi sensibili per questa struttura – ammette Munari – con questo appello mi rivolgo all’amministrazione comunale ma anche a tutti i soggetti di buona volontà del territorio». Una nuova sfida per consolidare un ruolo che la scuola di Villa Calcaterra si è costruita in questi anni. «È un’eccellenza sul territorio, in una città che ha investito sul cinema, tanto da essere chiamata “città di cinema” e da aver creato un sistema cinema – sottolinea l’assessore Manuela Maffioli – ed è un investimento a tutto tondo, perché la cultura è lavoro ma anche bellezza. Imparate un mestiere e migliorate voi stessi».

Il futuro dei giovani

«I nostri studenti, anche matricole, già dal 28 settembre hanno avuto l’occasione di prendere parte alla XXII edizione del B.A. Film Festival e, come per le passate edizioni, sono stati coinvolti nella composizione delle due giurie del Festival: Opere Prime – primi passi e Baff In Corto, oltre a partecipare alle masterlass e agli incontri in programma – ricorda Marco Crepaldi, amministratore delegato dell’istituto Antonioni – anche quest’anno abbiamo avuto un’alta partecipazione di candidati alle selezioni, con un ritorno significativo di presenze da parte di candidati provenienti da tutto il territorio nazionale. Questo a conferma di come il nostro programma didattico sia in grado di intercettare un’esigenza culturale, formativa e di mercato verso un settore, quello cinematografico e dell’audiovisivo, in costante evoluzione, capace di racchiudere numerose professionalità e di generarne di nuove. E la maggior parte dei ragazzi che si sono diplomati da noi nei vari anni oggi ricoprono ruoli a più livelli della filiera dell’immagine in movimento». Cinema, serialità TV, pubblicità: tante opportunità da cogliere con lo spirito delineato da Gabriele Tosi. «L’ICMA non è solo formazione tecnica, ma l’occasione di fare una delle cose più belle che esiste, ovvero dedicarsi ai contenuti artistici. Quindi non frenatevi ma lanciatevi. E approfittate dei vostri docenti, ascoltandoli e dialogando, perché il cinema, la pubblicità e la TV sono una materia corale».

La scuola di cinema e le scuole al cinema: l’altro BAFF ha il volto dei giovani

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