Il cantiere del Padel riparte, riprende la mobilitazione a Sacconago: «Giù le mani dal parco»

BUSTO ARSIZIO – Una catena umana davanti alle reti del cantiere del Padel di Sacconago, che sta per ripartire. È il segnale che gli attivisti del comitato per la difesa del parco di Madonna in Campagna rivolge all’amministrazione comunale: «Non ci fermeremo». E lo striscione esposto sulla recinzione è ancora più chiaro: «Giù le mani da Madonna in Campagna». Il caso arriverà anche sul tavolo del consiglio comunale: lo promette Santo Cascio, consigliere di opposizione per la lista Progetto in Comune, pronto a presentare «un’interrogazione urgente» sulla vicenda.

La mobilitazione

La mobilitazione è ripresa quando il sindaco Emanuele Antonelli ha avvisato gli attivisti che i lavori sarebbero ripartiti, dopo che è arrivata la risposta negativa alla richiesta di ridimensionamento del progetto, finanziato dal ministero dello sport, che prevede due campi da Padel e due da calcetto dove oggi ci sono le piante. Non potranno essere salvati gli alberi, nemmeno trapiantandoli: l’operazione di zollatura costerebbe 15mila euro per ciascuna pianta quindi è stata esclusa. All’inizio degli abbattimenti, due giovani attivisti si arrampicarono sulle piante per bloccare le ruspe: stavolta si punta innanzitutto a presidiare il cantiere e magari a rallentarne le operazioni con azioni di disturbo.

La catena umana

Ora davanti al cantiere, lungo la via che conduce alla pista di atletica “Angelo Borri”, oltre agli striscioni c’è un tavolino con delle sedie. «Chi vuole può stare qui a monitorare – spiegano i giovani attivisti che hanno lanciato la mobilitazione all’inizio dei lavori – stiamo all’erta in vista della ripresa degli abbattimenti». L’invito ai cittadini che presidieranno l’area è a lanciare un tam tam non appena arriverà l’impresa a far ripartire i lavori, per valutare quali forme di “resistenza” si potranno attivare. «L’amministrazione non ha preso in considerazione le nostre richieste né le oltre 2500 firme che abbiamo raccolto. Anzi, le ha sminuite in tutti i modi possibili – le parole degli attivisti – ma noi restiamo dell’idea che vada ascoltato e rispettato il desiderio dei cittadini di salvare questa area verde».

Il caso approderà in consiglio

Di certo la vicenda del cantiere del Padel di Sacconago varcherà la soglia della sala esagonale di Palazzo Gilardoni. È Santo Cascio, consigliere della lista civica di centrosinistra Progetto in Comune, ad annunciare la sua «interrogazione urgente in consiglio comunale, per chiedere al sindaco cosa ha risposto al comitato e come intende proseguire l’iter a fronte della preoccupazione dei cittadini». Per Cascio infatti «un progetto incompleto come quello dei campi da Padel, senza copertura e senza spogliatoi, non giustifica la distruzione del verde della Madonna in Campagna. Il prezzo che pagano i cittadini è compensato?Vorrei che il sindaco rispondesse, di fronte alla città, a questa domanda. E non mi è piaciuta la sua risposta sul fatto che se non si fa l’opera si perdono i soldi: sono sempre soldi di Pantalone, se Busto rinunciasse tornerebbero nel calderone della spesa pubblica, magari per essere usati meglio». In consiglio ci saranno anche i giovani del comitato: «Dobbiamo stare con il fiato sul collo dell’amministrazione. Qui, ma anche per altri parchi che verranno minacciati in futuro».

“No Padel” in assemblea, avanti con la protesta. E c’è lo slogan: «Giù le mani da Sacconago»

busto arsizio padel sacconago – MALPENSA24