Il giro del mondo in passerella: Missoni brilla alla Milano Fashion Week

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Bella Hadid per Missoni. Credit Photo Nick Zonna

MILANO –  Suggestioni d’Oriente, le caldi notti d’Africa. Una collezione fatta di contaminazioni, per una moda senza frontiere: moderna, che sa prendere il bello dovunque esso brilli. Ha sfilato ieri 23 febbraio a Palazzo del Ghiaccio la collezione autunno/inverno 2019/20 di Missoni per la Milano Fashion Week: a indossare uno dei capi disegnati dalla maison gallaratese per il prossimo inverno, la modella statunitense Bella Hadid.

 

Luci blu soffuse e un tappeto di stelle in passerella, per accompagnare il viaggio attorno al mondo delle modelle che hanno sfilato ieri per Missoni. Che il prossimo inverno lo immagina e disegna, come nel suo dna, sempre a colori, ma accogliendo suggestioni dall’Oriente, dalle calde notti d’Africa. I capi sono quelli basici, che trovano la loro originalità nel colore puro, nello scintillio, nei contrasti, componendo una collezione dall’allure etnico e sofisticato insieme.

Le varie tonalità del rosso e del marrone passando per l’arancio sono quelle che, nelle proposte da giorno, scaldano i lunghi cappotti in lana, avvitati con fasce a contrasto, e accendono quelle tute tornate prepotentemente nei nostri armadi: le metteremo ancora sì, ma rigorosamente glitterate.
La luce riflette anche sul lamè degli abiti lunghi, leggeri, impalpabili, e si accende quando sono il viola, il blu, il color ghiaccio, a rendere i capi da sera originali accostandosi in sapienti contrasti e alternandosi fra simmetrie geometriche, in perfetto stile Missoni. L’accessorio che domina è il copricapo: berretti in lana, foulard che diventano hiyab a velare i volti femminili, e cappelli che ricordano il fez turco per gli uomini, che sfilano abbinando dolcevita multicolor a giacche con dettagli in raso e cappotti foderati a contrasto. A chiudere sono le monocromie e le lunghezze, su abiti e cappotti, sempre a ricercare leggerezza e morbidezza.

Un viaggio, un incontro tra popoli per la maison che da Gallarate – «la nostra culla», aveva detto Rosita Missoni ricevendo l’onorificenza cittadina- , porta il proprio nome del mondo da ormai 65 anni. Il sorriso della figlia Angela, uscendo in passerella in chiusura, racconta, ancora una volta, tutta questa storia.

Credit Photo Nick Zonna

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