CASTELLANZA – Il «modello Liuc» per le sfide del mondo che cambia. Il Rettore Anna Gervasoni dichiara «aperto l’anno accademico 2025-26, il trentaquattresimo dalla fondazione dell’Ateneo», al termine di una cerimonia che è l’occasione per riflettere sulle sfide del futuro della formazione universitaria, in un mondo che cambia sempre più in fretta e con un mondo del lavoro che deve prepararsi all’impatto dell’Intelligenza Artificiale.
«L’Università? Deve cambiare»
Il dibattito in aula magna vola alto. Si parla del futuro delle Università in un mondo che l’Intelligenza Artificiale sta per stravolgere. «Il modello organizzativo e di funzionamento dell’Università attuale non regge più – sostiene Stefano Paleari, già rettore dell’Università di Bergamo e oggi consigliere del ministro dell’università Annamaria Bernini – non saranno le litanie e la retorica a salvare l’Università ma la sua capacità di trovare un ruolo nel mondo che cambia. E in fretta». E la Liuc, secondo Paleari, «questo posto l’ha trovato e lo difenderà con tutta la sua forza».
Le sfide dell’IA
Per Massimo Giordano, Managing Partner per l’Europa di McKinsey & Company, «sviluppare familiarità con l’Intelligenza Artificiale sarà determinante. Non si chiede di imparare a programmare e fare coding, ma di capire potenzialità e limiti dell’IA. Avrà un impatto da 3000 miliardi di dollari di valore economico potenziale da qui al 2030, e produrrà un cambiamento della domanda e offerta di lavoro: sono attese 12 milioni di transizioni occupazionali in Europa e USA. Perderemo il lavoro? Si tratta solo di accelerare il cambiamento, con ottimismo. Alle università spetta la missione non solo di rispondere al mondo del lavoro, ma di disegnare il futuro mondo del lavoro e le future competenze».
Il “modello Liuc”

Spunti che il Rettore Anna Gervasoni coglie in pieno. «Le Università devono plasmare i talenti evitando un pericoloso conformismo. Sono le differenze tra gli individui che renderanno le imprese, le professioni e la società futura prospere e libere». E l’Università ha un senso anche nel mondo di oggi: «Servono luoghi fisici, spazi per il dialogo, non basta il cloud – sottolinea Gervasoni – nel confuso e concitato panorama della formazione, le Università, grazie all’attività di ricerca, che resta centrale, sono hub di innovazione e confronto interdisciplinare». Non solo: «Hanno un ruolo strategico nel trasferire competenze, stimolando la creazione di nuove attività e potenziando le capacità delle nostre straordinarie imprese».
I 35 anni dell’Università Cattaneo
In quest’ottica Gervasoni esalta «il modello Liuc», che compie 35 anni. «Come hanno indicato i nostri fondatori abbiamo la nostra Stella Polare che ci guida. Attorno a noi il mondo cambia e dobbiamo continuare a innovare e adattarci, mantenendo ferma la rotta: innovazione, internazionalizzazione, dialogo con le imprese, studente al centro». Lo ribadisce anche il presidente Liuc Riccardo Comerio, affiancato dall’AD Roberto Grassi e dal neo-DG Roberto Rovellini: «Matura per fare tesoro della sua esperienza e ancora giovane per avere il desiderio e la determinazione di guardare avanti per innovare e investire nel futuro della formazione, e quindi dei giovani. Giovani, che LIUC desidera avere al proprio fianco come protagonisti così che anche in università imparino a essere artefici del proprio destino». E infatti sul palco sale anche il rappresentante degli studenti, Emanuele Gallivanone, che definisce la Liuc «un Ateneo in cui l’innovazione non è solo spiegata, ma vissuta».
Le novità
Nel frattempo la LIUC non si ferma: sono molte le novità in arrivo, annunciate dal Rettore. Al via due nuovi indirizzi per la laurea triennale in Economia e Management: Management della Musica e Entertainment; Tourism and Hospitality Management. Nella laurea magistrale in Economia, Management e Governance c’è il nuovo percorso Human Resources & Digital Management. Parte, infine, la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale, Supply Chain per EXecutive (SCEX), dedicata a studenti lavoratori. Primo e unico in Italia, a ottobre partirà il doppio titolo Economia-Ingegneria che consentirà agli studenti di ottenere contemporaneamente due titoli magistrali. Al PhD (dottorato di ricerca) si è aggiunto il DBA, il Doctorate in Business Administration, percorso in lingua inglese per profili manageriali e accademici con elevata esperienza professionale. Nel 2026 si raggiunge l’obiettivo di un’offerta accademica bilingue su tre livelli. Si consolidano i master universitari che consentono di accedere direttamente al secondo anno di magistrale, con la possibilità di conseguire due titoli in due anni. Sul fronte dell’innovazione didattica, il nuovo progetto “Future Ready” consentirà a tutti gli studenti di ottenere competenze trasversali come l’uso dell’AI per l’apprendimento, il critical thinking, il public speaking.
Il “parterre”

La cerimonia di inaugurazione ha seguito le tradizionali “liturgie” accademiche. Erano presenti, in toga, i Rettori delle Università Bocconi e di Brescia, Bergamo, IULM e Insubria, e prorettori o delegati di Cattolica, Bicocca, Statale e Humanitas University. Per il territorio, il Prefetto Salvatore Pasquariello, l’assessore all’università di Regione Lombardia Alessandro Fermi, con il sottosegretario ai rapporti internazionali Raffaele Cattaneo e i consiglieri regionali Emanuele Monti, Giuseppe Licata, Romana Dell’Erba e Samuele Astuti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il sindaco di Varese Davide Galimberti con la vicesindaco Ivana Perusin, l’assessore alle politiche educative di Busto Arsizio Chiara Colombo, i sindaci di Castellanza, Cristina Borroni, e Marnate, Marco Scazzosi. E ancora, i rappresentanti del mondo imprenditoriale, tra cui il presidente di Confindustria Varese Luigi Galdabini e il presidente di Camera di Commercio Mauro Vitiello, e quelli delle forze dell’ordine del territorio.
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