Il neopopulismo di un pensionato

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di Gian Franco Bottini

Volevamo celebrare un nostro piccolo trionfo e nel contempo volevamo farci perdonare qualche sbavatura ironica che poteva avere infastidito qualcuno di loro. Con questi intendimenti avevamo invitato per un aperitivo  il gruppo di Umaret (Pensionati da cantiere) con il quale avevamo interloquito nei giorni caldi della “rotonda”di viale della Gloria. Con i nostri amici , anche con gli scettici di allora, abbiamo convenuto che la tanto discussa rotonda sta facendo egregiamente il suo lavoro e che, come sostenevamo noi , ha visibilmente snellito il traffico senza intaccare minimamente la maestosità del viale. Uno di loro, forse invogliato dal Campari soda, ha perfino affermato che “avevate ragione; adesso ce ne vuole una anche davanti al Tribunale”; trovando  immediatamente il nostro convinto consenso.

“Si però – aveva continuato l’Umaret in questione-  per andar dietro a quelli delle piante, a quelli che si incatenavano,  a quelli che suonavano i campanelli di notte, e a “tuti quei che sul compiuter i veoren detà la leg”  abbiamo perso un sacco di tempo e di parole perché l’Amministrazion la gh’è andada drè

A quel punto il nostro “Pensionato di riferimento”, che fino ad allora aveva taciuto, ha pensato di dare la sua sentenza:” L’è tuta culpa del populismo”. Noi non abbiamo battuto ciglio non avendo alcuna intenzione di buttare in politica  quel simpatico incontro, ma dopo un attimo di silenzio generale i nostri amici si erano simultaneamente scatenati in una ridda di opinioni incrociate, assai  difficili  da far convivere fra loro. Nel bailamme della discussione aveva avuto il sopravvento il Professore che, non avendo mandato la sua cultura in pensione, aveva  alla fine imposto il proprio  pensiero cercando di affermare, con una certa sufficienza,  la  sua superiorità intellettuale.

“Il populismo è una cosa più seria e non bisogna mai  usarlo a vanvera. La storia ci racconta che, a  partire dalla rivoluzione francese in poi, di populismi abbiamo avuto quello russo, l’argentino, quello di destra e quello  di sinistra, quello liberale, il  costituzionale e il  sovranista. Per dire la verità  più o meno tutti sono poi  finiti  con qualcuno che, approfittando del casino che si era creato, aveva preteso di  “mettere ordine”  con una mano, a dir poco, un po’ pesante” .

Piccato per essere stato ripreso,  il nostro” Pensionato di riferimento” aveva però  prontamente  ribattuto: “ Un mument;   prendendo come esempio il casino messo in piedi per la rotonda,  io volevo dire una cosa molto più semplice.  Una volta si diceva che eravamo tutti allenatori di calcio; oggi siamo tutti Ministri, Sindaci, Assessori, Professori e via discorrendo , soprattutto se abbiamo per le mani la tastiera di un computer e  se  peu quei veri (si riferiva evidentemente a Ministri, Sindaci etc) ghe van drè a tuch   per la paura di non essere più votati , allora  oggi dicono una cosa e domani  il contrario per dag resun a tuch, ma inscì i rob i van nò  avant.”

Ma il Professore, che  non voleva essere scalzato dalla cattedra che pensava  di poter occupare a pieno titolo, aveva incalzato il Pensionato  svelando così , senza accorgersi, una sua evidente simpatia politica: “Ma oggi il populismo è una  cosa più moderna, dove tutti possono dire la loro sui social, si può diventare senatori se si hanno tanti “Mi piace” su Facebook, si può governare senza Parlamento perché le discussioni si possono fare coi “twitter” e le votazioni coi “condividi”. E’ così che  oggi il popolo può governare  in un clima di “neopopulismo”.

Il gruppo di Umaret, annichilito di fronte a tanta saggia irruenza,  si era azzittito; tutti  meno  il Pensionato che a farsi incantare non ci stava :”Professur …. quello che non sopporto è che questi tuoi amici che ci governano dicono uno una cosa e l’altro il contrario e il giorno dopo uno fa una cosa e l’altro allora ne fa un’altra,  per non stare indietro……e io, che sono il popolo, alter che guvernà, mi a  capisi pù nient Professur…..lascia stare la storia e la filosofia e spiegami  come si può andare avanti se il Salvini dice una cosa, il “ grilletto”  ne dice un’altra, quello che deve far su i ponti che son  caduti si fa i selfie e el dis dumà stupidad…… In questa democrazia del web l’opinione   d’un stupid  rischia di valere come quella di uno intelligente”.

​Il Professore, che aveva voluto “ buttarla in politica” era ora in evidente imbarazzo e aveva cominciato a farfugliare : “Ma questa è la novità di questo “neopopulismo”…..è che ognuno dice la sua e cerca di  accontentare il  “suo” di  popolo …..poi  le cose ci sarà quello che riesce a farle  prima e chi  dopo…….. ma intanto, almeno dialetticamente,  tutti si sentono presi in considerazione. Il motto di questo pensiero  potrebbe benissimo  essere ”Dare voce al Popolo”.

Il Pensionato, per nulla intimorito dalla appassionata dialettica del Professore, l’aveva guardato con un sorriso  di compatimento e, rivolgendosi agli altri amici che cominciavano a dimostrargli  un evidente  consenso, aveva concluso, ingoiando l’ultima patatina: “ Me car Prufessur, mi el me par un gran casot e la vedi grisa!  Te lo dico io cosa è il motto del tuo neopopulismo”  E dopo un sapiente attimo di suspence  aveva  enunciato :”  Chi che vusa pusè, la vaca l’è sua!”

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