VARESE – Il Palace Grand Hotel di Varese chiude per restauro per la prima volta dopo oltre un secolo di attività. Inaugurato nel 1913 su progetto dell’architetto Giuseppe Sommaruga, il Palace appartiene a una stagione nella quale Varese si affermò come una delle più rinomate destinazioni climatiche d’Europa; in un contesto di fiducia nel futuro, dinamismo e apertura verso il mondo, diventandone una delle espressioni più significative. La sua architettura testimonia ancora oggi quella stagione, nella quale la qualità dell’ospitalità e la ricerca di nuove forme espressive si intrecciavano con la vitalità della città.
Il restauro
Tra le sue sale finemente decorate, le eleganti stanze e il parco secolare si è dipanata la storia del secolo scorso: regnanti, protagonisti dell’arte e della cultura, celebrità, capitani d’industria e grandi sportivi hanno eletto questo rifugio d’élite a propria dimora lontano dai riflettori, consacrandolo a punto di riferimento per i viaggiatori di tutto il mondo. Tra gli osptiti: Regina Guglielmina d’Olanda, Margherita Hack, Bob Dilan, Roberto Benigni, ma anche Alessandro Del Piero con la sua Juventus. Dopo oltre 100 anni, l’edificio liberty del Colle Campigli si affida a un progetto di riqualificazione firmato dalla società di progettazione IBF – Italian Building Factory e che accoglie i valori de I Palazzi– Historic Experience Hotels per ridefinire i canoni del lusso contemporaneo, preservando oltre un secolo di gloriosa eredità.
Tra passato e futuro
Il Palace Grand Hotel di Varese, insomma, si concede una sosta dopo oltre un secolo di ininterrotta attività. L’iconica struttura dà ufficialmente avvio a un ambizioso piano di ristrutturazione con un importante ed accurato restauro conservativo volto a posizionare la struttura varesina tra i vertici dell’ospitalità internazionale. L’obiettivo è proiettare lo storico albergo nel futuro elevando radicalmente gli standard qualitativi per offrire un’esperienza di soggiorno esclusiva. Così Mauro Morello ed Elisabetta Gabri: «Ci sono luoghi che superano il concetto stesso di albergo per diventare simboli culturali ed il Palace, che è nel cuore e nei ricordi di tanti Varesini, è uno di questi. L’ intervento è un atto di responsabilità: riteniamo che in oltre cento anni di storia il Palace abbia ben accompagnato la nostra città ed ora spetti a noi prendercene cura, con un progetto che sappia rispettare ciò che ha saputo rappresentare ed essere. Questo intervento poi non sarà un traguardo, ma la partenza di una nuova era per il turismo varesino che auspichiamo riesca a generare un impatto positivo sull’intera economia della provincia». Egon Zanettin, direttore generale del gruppo alberghiero, dichiara: «Scegliamo di chiudere temporaneamente il Palace Grand Hotel per custodirne l’anima autentica e, al contempo, dotarlo di quegli standard tecnologici e di comfort che oggi definiscono l’essenza dell’ospitalità internazionale, destando lo stesso, immutato, stupore di un tempo. Con questo impegno vogliamo preservare fattivamente le professionalità di tutti i nostri collaboratori».
Riapertura nel 2027
Il progetto di restauro interpreterà il passato con lo sguardo fermamente rivolto al futuro. Se da un lato l’intervento tutelerà con il massimo rigore l’integrità delle preziose architetture Liberty, dall’altro ridisegnerà alcuni spazi interni per offrire suite più ampie, ambienti dotati delle più avanzate tecnologie per permettere un’offerta di servizi sartoriali. Una proposta pensata per restituire l’hotel al centro delle rotte del turismo globale, rinnovando i fasti della Belle Époque senza divenirne ripetizione. Nei prossimi mesi, la direzione dell’hotel, nella persona di Marco De Marco, potrà provvedere a condividere i dettagli relativi all’avanzamento dei lavori e alla conferma della data ufficiale della riapertura oggi prevista nel 21 maggio 2027.
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