CASTELLANZA – «Il progetto Mill? Non ci sono novità. Anche l’incarico di valutazione del piano attuativo è in standby». Lo affermano il sindaco Cristina Borroni è l’assessore all’urbanistica Vanni Mirandola, rivelando che dopo le elezioni amministrative del maggio scorso «l’unico contatto» sul tema è stato relativo alla partecipazione dell’Università Liuc ad un bando regionale per la rigenerazione di spazi a servizio dell’ateneo.
Stallo o attesa?
«Aspetteranno l’esito del bando» allarga le braccia il sindaco Borroni. «Hanno aderito e aspettano una risposta da Regione Lombardia» aggiunge l’assessore Mirandola, rivelando che proprio per questo risulta attualmente «in standby» l’incarico professionale assegnato da Palazzo Brambilla per la valutazione del piano attuativo. In campagna elettorale il caso Mill era stato al centro di un botta e risposta tra Confindustria e l’amministrazione dell’allora vicesindaco Borroni sul rallentamento all’iter del progetto.
La sfida del Pgt
D’altra parte, sempre in ambito urbanistico, l’assessore Mirandola ha approfittato dell’incontro prenatalizio con la stampa locale per illustrare lo stato della procedura di variante generale al Pgt. In fase di avvio. «nei primi mesi dell’anno prossimo con un primo incontro pubblico tra febbraio e marzo, poi ci vorranno due anni per arrivare all’adozione e approvazione». Il percorso, aggiunge l’esponente della giunta, è «in costruzione sulla base delle linee programmatiche. Ascolteremo la città, le associazioni, i professionisti, le parti attive. È un percorso necessario, sia perché il documento datato, sia perché dobbiamo coordinare il Pgt con il Pctp provinciale che sembrerebbe portato verso la conclusione nel 2026». Un aspetto che tocca anche la controversa questione del polo logistico: «Non siamo isole felici, bisogna dialogare – rivela Mirandola – l’esempio è la logistica, se fosse stata una competenza sovraordinata avrebbe trovato altre risposte». La visione dell’amministrazione Borroni sul nuovo documento urbanistico è chiara: «No al consumo di suolo, rigenerazione del patrimonio dismesso, regole meno ingessate per i piani, ascolto dei bisogni della città, mobilità».
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