Il sigillo di Tadej Pogacar sulla Tre Valli Varesine: non c’è storia

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Tadej Pogacar sul traguardo di via Sacco a Varese

VARESE – Tre curve in discesa fatte bene e tanti saluti alla compagnia. Tadej Pogacar rispetta il pronostico e senza apparente fatica si porta a casa l’edizione numero 104 della Tre Valli Varesine. L’unico dubbio della vigilia era se lo sloveno avesse voluto vincere o avrebbe lasciato la vittoria a un suo compagno, tanto la Uae spadroneggia, fa quello che vuole, decide gli ordini d’arrivo. Niente, Tadej che qui lo scorso anno è stato il capobanda per convincere il gruppo a fermarsi sotto la pioggia e annullare così la corsa, oggi ha tirato dritto. Prima corsa con la nuova maglia iridata e primo successo. Così, tanto per la cronaca, il 91° stagionale per la Uae di Mauro Gianetti e “Matxin” Fernandez. Polverizzato il precedente record della Columbia-Htc, 85 successi nel 2009. E pensare che, negli anni addietro – ovvero nel 2008 – quando l’indissolubile duo guidava la Saunier Duval travolta dal doping, la loro squadra non vinceva così tanto. 

Il campione del mondo, e di tutto, se ne va quando in testa ci sono, oltre a lui, il suo compagno di squadre Del Toro, Eulálio, Lafay, Bernal, Milesi e Simmons. Il campione americano della Lidl-Trek è l’ultimo ad arrendersi, anzi prova anche a inseguire ma la sua pedalata sembra quella di un cicloamatore rispetto a quella di Pogacar. E Simmons è un buon corridore, mica uno sfregasella. Fatto sta che da quando Pogacar prende un metro di vantaggio si assiste al solito film: davanti il protagonista recita la parte del padrone, o del cecchino che non sbaglia un colpo, dietro tutti gli altri si danno battaglia. Tra attacchi e inseguimenti il bello della corsa è dietro. E sabato a Bergamo, a meno che non gli capiti un imponderabile colpo di sfortuna, vincerà il quinto Lombardia. Come nessuno nella storia. 

Oggi, intanto, alle sue spalle finisce il giovane Albert Withen Philipsen. Questo ragazzo è un danese che un mese fa ha compiuto 19 anni. Gli esperti assicurano che sia l’ennesimo fenomeno. Vedremo. Terzo posto per il francese Alaphilippe. 

Elisa Longo Borghini

Tra le donne doveva essere un testa a testa, e testa a testa è stato, tra Elisa Longo Borghini e l’olandese Demi Vollering. La piemontese, delusissima per l’esito di Mondiale ed Europeo, nella volata a due – impostata dall’olandese nel modo che non poteva che perdere – si è presa la rivincita. Per lei è l’8° successo stagionale e tra questi ci sono anche il Giro d’Italia e il campionato italiano. “Sabato mi ha dato una legnata agli Europei, oggi gliel’ho restituita di rabbia...”, ha commentato a caldo Elisa parlando della Vollering.

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Volata per il secondo posto alle spalle dall’imbattibile Pogacar
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