Imballaggi sempre più green: la filiera del packaging di Varese innova e fa squadra

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VARESEMeno plastica e spazio a materiali riciclabili: la filiera varesina del packaging diventa sempre più sostenibile. Un’innovazione che va di pari passo con il dialogo, come dimostra l’evento di matchmaking promosso oggi – martedì 25 marzo – alle Ville Ponti (nel video qui sotto le interviste). Confindustria Varese ha chiamato a raccolta produttori e aziende utilizzatrici, con lo scopo di favorire la creazione di nuove relazioni tra imprese appartenenti a settori merceologici diversi. «Conoscersi meglio, anche a livello locale, può far emergere sinergie inaspettate – ha detto il presidente dell’associazione di categoria Roberto Grassi – a volte, ciò che acquistiamo dall’altra parte del mondo è già disponibile a pochi chilometri dalla nostra azienda».

I numeri del packaging a Varese

Il settore del packaging è fortemente radicato nel Varesotto e ha numeri in crescita. Un ecosistema manifatturiero fatto di realtà aziendali di rilievo anche internazionale. Sono 130 le imprese del territorio, per un totale di circa 8mila addetti, ad essere coinvolte nella filiera secondo una mappatura del Centro Studi di Confindustria Varese, effettuata sulle proprie aziende associate. Non solo fornitori di imballaggi e macchinari per il confezionamento, ma anche fornitori di materiali, semilavorati, macchinari e attrezzature per la produzione e la stampa di imballaggi e imprese che offrono servizi come packaging R&D e design, confezionamento conto terzi. Confindustria ha realizzato un catalogo della filiera packaging in provincia di Varese (consultabile qui), al quale hanno aderito, ad oggi, 47 imprese associate all’associazione degli industriali varesini. In totale l’evento, che nella sua parte convegnistica ha fatto il punto su situazione congiunturale e sviluppi futuri, ha visto il coinvolgimento di 89 aziende per 183 partecipanti tra imprenditori, manager e rappresentanti del Sistema Confindustria. Non solo realtà della filiera in senso stretto, ma anche potenziali industrie clienti di tutti gli altri comparti della manifattura varesina: alimentare e bevande, cosmetica, farmaceutica, abbigliamento, arredamento, elettrodomestici, giocattoli, componenti automotive, motocicli, macchinari e minuterie metalliche, in cerca di nuove soluzioni per l’imballaggio e la distribuzione dei propri prodotti.

Verso Varese 2050

«L’appuntamento di oggi intende dare attuazione ad una delle linee del Piano Strategico #Varese2050, che punta a mettere i cluster industriali al centro dello sviluppo territoriale, rafforzando le specializzazioni già presenti – ha sottolineato Roberto Grassi, presidente di Confindustria Varese – questo evento di matchmaking rappresenta un’occasione per osservare da una nuova prospettiva il comparto del packaging e della supply chain, partendo dal contesto varesino. Accanto alle tradizionali logiche verticali per settore, è sempre più importante promuovere un approccio trasversale, che favorisca il dialogo tra comparti diversi della manifattura». Durante l’incontro è stato fatto il punto sul settore dell’imballaggio in Italia, con una panoramica da parte di Barbara Iascone, responsabile Ufficio Studi Istituto Italiano Imballaggio. Nel 2023 il comparto ha rappresentato il 3,3% del fatturato dell’industria manifatturiera e l’1,8% del Pil nazionale. Per il 2024 si stima un incremento all’1,9% del Pil, evidenziando segnali di ripresa dopo un anno di contrazione. Tra i principali driver della ripresa il settore alimentare e delle bevande, che assorbe il 77,5% della produzione di imballaggi.

L’esempio delle aziende varesine

Giacomo Bianchi, Eu Liaison Office Confindustria Varese a Bruxelles, ha invece fatto il punto sulle nuove normative europee, che impongono che entro il 2030 tutti gli imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile. Un cambiamento che impatterà profondamente anche sulla filiera varesina. «È essenziale che le imprese si preparino per tempo, adottando strategie di economia circolare e materiali innovativi per restare al passo con i nuovi standard comunitari», ha sottolineato. In tale ottica si è svolto un focus su due realtà locali che già rappresentano un esempio virtuoso di attenzione alla sostenibilità. Maria Grazia Fumagallo ha illustrato il percorso intrapreso da diversi anni da Carslberg Italia nello storico birrificio di Induno Olona, a partire dal sistema di spillatura DraughtMaster, che consente di ridurre le emissioni di CO₂ e permette di allungare la freschezza della birra alla spina fino a 31 giorni, riducendo il peso dei fusti del 43%. Altro esempio è quello di BTicino Spa, con Davide Colombo che ha raccontato l’operazione di trasformazione dei processi di imballaggio per ridurre l’impatto ambientale, puntando su materiali riciclabili, minore utilizzo di inchiostri e processi produttivi più efficienti. Nel 2023 l’azienda ha eliminato completamente l’uso della plastica nei propri packaging.

Nel 2024 il 76% delle imprese varesine ha investito. «Ma il coraggio non basta»

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