Inchiesta Doppia Curva, usura e minacce: altri 7 arresti “all’ombra” di San Siro

milano stadio san siro

MILANO – Prestiti elargiti con interessi fino al 400%, in particolare ad un imprenditore, al quale sarebbero arrivate reiterate minacce pur di farlo rientrare del prestito ricevuto da varie persone, tra cui anche Antonio Bellocco, ucciso lo scorso settembre dall’ex capo ultrà interista Andrea Beretta. E’ quanto emerso dal proseguo delle indagini della Procura di Milano sul procedimento “Doppia Curva“, la gestione degli affari collaterali alle partite di calcio a San Siro da parte della curva dell’Inter, e che ha portato a sette nuove misure cautelari, eseguite dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Si tratta di cinque custodie cautelari in carcere e due ai domiciliari, emesse dal Gip di Milano con accuse a vario titolo per usura, estorsione e falsa fatturazione per operazioni inesistenti. Per alcuni dei reati per cui si procede è stata contestata l’aggravante della finalità mafiosa, per avere agevolato, secondo l’accusa, la cosca mafiosa facente capo alla famiglia Bellocco.

Le indagini

Grazie alle dichiarazioni di chi si è ritrovato vittima di usura e dagli interrogatori del collaboratore di giustizia Andrea Beretta e mirati approfondimenti economico-finanziari, secondo le indagini gli episodi di estorsione riguardano versamenti di denaro illecitamente pretesi dal gestore dei parcheggi dello Stadio Meazza al fine di garantirsi una sorta di “tranquillità ambientale”, il recupero di somme di denaro connesse a prestiti con la acclarata formula dell’usura, finanziamenti per attività economiche e, inoltre, il tentativo di estromettere Beretta dalla gestione della sua società di merchandising. Sarebbe stato poi Bellocco stesso ad usare una società per l’emissione di false fatturazioni per evadere le imposte sui redditi e l’Iva.

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