Induno, omicidio Ambrosino: anche il figlio di Corona accusato di omicidio

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INDUNO OLONA – Non solo il padre, ma anche il figlio è ora accusato dell’omicidio di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026 a Induno Olona, davanti alla propria abitazione in via Porro.

Anche il figlio accusato di omicidio

La Procura di Varese ha contestato a Dimitri Corona, 27 anni, il concorso morale e materiale nell’omicidio, dopo aver già disposto ill fermo del padre, Gesuino Corona, ritenuto dagli inquirenti l’autore della coltellata mortale inferta durante la violenta aggressione costata la vita al trentenne.

Il precedente

Secondo la ricostruzione investigativa, quella avvenuta in via Porro non sarebbe stata una rissa scaturita da un incontro casuale, bensì una spedizione punitiva organizzata dopo un precedente episodio. Ventiquattr’ore prima del delitto, infatti, Ambrosino e Dimitri Corona avrebbero avuto un violento litigio per un debito di alcune centinaia di euro che il ventisettenne avrebbe contratto nei confronti della vittima. In quell’occasione, secondo gli atti dell’indagine, Ambrosino avrebbe ferito Corona con una coltellata.

Spedizione punitiva

Da quell’episodio sarebbe maturata la decisione di affrontare nuovamente il trentenne. Al piano avrebbero preso parte Gesuino Corona e i due figli. Il fratello di Dimitri risulta indagato per rissa, così come altri tre cittadini albanesi, due dei quali già identificati dagli investigatori. Il gruppo, secondo l’accusa, si sarebbe presentato armato di spranghe e, almeno nel caso di Gesuino Corona, anche di un coltello.

Ambrosino venne colpito mortalmente nonostante il tentativo del padre di difenderlo. Anche quest’ultimo è indagato per il reato di rissa.

Il no del Gip

La nuova contestazione nei confronti di Dimitri Corona non ha però portato all’applicazione di una misura cautelare. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura, ritenendo non sussistenti, allo stato degli atti, i presupposti per disporre la custodia cautelare. Il ventisettenne è quindi stato scarcerato dopo la scadenza dei termini della precedente misura eseguita per l’ipotesi di rissa.

Il Ris e l’autopsia

Per gli sviluppi dell’inchiesta saranno determinanti gli esiti degli accertamenti affidati al Raggruppamento investigazioni scientifiche (Ris), in particolare sulle armi sequestrate, tra cui il coltello e le spranghe recuperate sul luogo del delitto, oltre ai risultati dell’autopsia. Proprio in sede di conferimento dell’incarico per l’esame autoptico, i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Marco Lacchin, hanno chiesto ai consulenti di accertare se Ambrosino sia stato colpito anche quando era già a terra e se le eventuali lesioni siano state inferte quando era ancora in vita oppure dopo il decesso.

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