Industria varesina, trimestre di incertezza: cala la produzione ma tengono gli ordini

Confindustria Varese imprese calo

VARESE – Industria varesina, prevale l’incertezza: cala la produzione (-7,1 punti percentuali, ma con una previsione pessimistica di un -18 per il prossimo trimestre) ma tengono gli ordini (+10,2 punti percentuali). È la sintesi dell’indagine congiunturale del secondo trimestre 2025 di Confindustria Varese: «Incertezza geopolitica, dollaro debole e costi energetici in rialzo frenano l’attività produttiva, ma tengono gli ordini esteri. Prevale la prudenza sulle prospettive per la seconda metà dell’anno». Tra i settori, tiene la meccanica, ma crolla la moda.

Produzione giù, ordini su

L’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Varese per il secondo trimestre 2025 evidenzia un quadro produttivo in rallentamento, con andamenti differenziati tra filiere e una generale incertezza legata allo scenario geopolitico ed economico globale. Da un lato, la produzione mostra un saldo negativo e previsioni in peggioramento: il saldo delle risposte sulla produzione rispetto al trimestre precedente scende a -7,1 punti percentuali (da -5,9 p.p. nel I trimestre). Solo il 25,3% delle imprese ha segnalato un aumento, mentre il 32,4% un calo e il 42,3% una stabilità. L’utilizzo medio degli impianti si attesta al 73,7%. Le previsioni per il terzo trimestre sono più pessimistiche: il saldo crolla a -18,1 punti percentuali, con un 41,2% di aziende che prevede un calo produttivo, specialmente nel comparto chimico-farmaceutico. Sull’altro fronte, gli ordini segnano un saldo positivo, ma in rallentamento: gli ordinativi totali restano infatti in territorio positivo con un saldo di +10,2 p.p., sebbene in calo rispetto a inizio anno (+13,8 p.p.). Il 42,1% delle imprese segnala un aumento, il 26% una stabilità e il 31,9% un calo. Gli ordinativi esteri mostrano un saldo positivo di +9,2 punti percentuali (in netto miglioramento da +2,8 p.p. del I trimestre), a indicare una tenuta nonostante le incertezze globali.

Un altro dato confortante è la Cassa Integrazione in calo su base annua: nel comparto industriale, nel secondo trimestre sono state autorizzate 3.093.748 ore di CIG complessive, in calo rispetto al 2024 (-27,5%) e al trimestre precedente (-15,9%). Il dato semestrale registra 6.774.494 ore, in calo del -6,7% rispetto al primo semestre 2024.

Metalmeccanico: ripresa fragile ma domanda stabile

Nel settore metalmeccanico, la produzione consuntiva segna un saldo di +1,7 p.p. (in netta risalita da -15,1 p.p.), trainata dalla meccanica strumentale. Tuttavia, le previsioni restano prudenti (saldo -8,3 p.p.). Gli ordinativi totali segnano +16,5 p.p., e quelli esteri +15,1 p.p., a indicare un probabile accumulo strategico. La CIG nel settore si attesta a 1.174.220 ore nel trimestre (-53,0% a/a, -50,7% t/t), 3.555.850 ore nel semestre (-16,3%).

Moda: produzione in calo e aumento della CIG

La filiera moda registra un saldo produttivo negativo pari a -21,2 p.p., con quasi il 47% delle imprese che segnala un calo (particolarmente nel tessile). Il portafoglio ordini si riduce sia sul fronte interno (-21,9 p.p.) che estero (-26,9 p.p.). La CIG è in netto aumento: 1.184.748 ore nel secondo trimestre (+35,6% a/a, +118,7% t/t), 1.726.378 ore nel semestre (+21,1%).

Chimico-farmaceutico: quadro eterogeneo ma prospettive negative

Nel chimico-farmaceutico produzione in calo con un saldo di -11,1 p.p., dovuto alla prevalenza (47,3%) di imprese in contrazione. Gli ordinativi, sia totali che esteri, segnalano un calo per l’85,6% dei rispondenti. Le attese per il terzo trimestre sono coerentemente negative. Le ore di CIG nel comparto (sommato a gomma-plastica) si attestano a 595.646 nel trimestre (-25,5% a/a) e 1.231.968 nel semestre (-9,8%).

Gomma-plastica: crollo produttivo ma ordini in aumento

Nella gomma-plastica si registra un saldo produttivo fortemente negativo: -28,9 p.p., con il 62,3% delle imprese che segnala un calo. Tuttavia, il 91,6% delle aziende indica un aumento degli ordini totali ed esteri, probabilmente dovuto a backlog. Le previsioni per il Q3 indicano stabilità per l’89,1% dei rispondenti.

Contesto macro: tra tensioni geopolitiche e segnali misti

Il trimestre è stato influenzato da fattori esogeni: l’escalation tra Israele e Iran e l’incertezza sui dazi USA hanno accresciuto la volatilità delle commodity (Brent a 70 $/b, gas TTF a 40 €/MWh). Tuttavia, l’apprezzamento dell’euro (1,16 $/€) ha contribuito a contenere l’inflazione importata e a favorire un primo taglio dei tassi da parte della BCE. In Italia, l’ISTAT stima una flessione congiunturale del PIL di -0,1% nel secondo trimestre, ma una crescita tendenziale del +0,4%. In calo industria e agricoltura, mentre i servizi restano stabili. Dal lato della domanda, cresce quella nazionale, ma cala la componente estera netta.

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Confindustria Varese secondo trimestre – MALPENSA24
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