VARESE – Timide prove di dialogo tra gestori e operatori dell’Ippodromo di Varese. Davanti all’assessore Malerba e ai consiglieri sono rimasti entrambi sulle proprie posizioni nel corso della commissione Sport a Varese che si è riunita questa sera, lunedì 5 maggio. Ma se non altro è emerso uno spiraglio per un possibile confronto. L’Associazione nazionale Galoppo ha lanciato infatti alla Società varesina incremento corse cavalli l’invito ad un incontro chiarificatore per portare ad una soluzione dopo il blocco delle piste degli allenamenti e in vista della stagione estiva (qui sotto le interviste a società e operatori).
Il blocco delle piste
A portare il tema al centro della commissione, dopo la protesta di sabato scorso da parte degli allenatori, è stato il consigliere di opposizione Salvatore Giordano. «L’attuale gestore – ha attaccato l’esponente di Fratelli d’Italia – si ostina continuando ad intraprendere azioni di scontro con gli addetti ai lavori e addirittura si arroga il diritto di chiusura dell’attività ippica a discapito dei cavalli da corsa che hanno necessità e bisogno di allenarsi». Quindi, rivolgendosi direttamente a Guido Borghi, presidente della Svicc, ha chiesto cosa deve accadere per la riapertura delle piste. Risposta: «La convenzione con il Ministero dice che questo non è un centro di allenamento, queste sono piste da corsa. Un mese prima della chiusura sono stati avvisati che avremmo chiuso le piste, noi dobbiamo anche fermare l’emorragia di chi è insolvente nei nostri confronti, questo ci limita nella possibilità di fare gli investimenti che sono necessari per fare le corse». Borghi ha poi citato le alternative per gli allenamenti: «Le giostre ci sono e c’è un tondino coperto in cui possono girare, c’è un terreno di oltre un ettaro in cui possono far camminare i cavalli e c’è la possibilità di far galoppare i cavalli a Caravate, un centro su cui abbiamo investito milioni. Se i proprietari che pagano vogliono andare a Caravate possono andare lì con un attimo di tempo perché bisogna predisporre le strutture». Sulla salute degli animali ha riferito di aver parlato con un veterinario di Ats che ha fatto visita alle scuderie. «Mi ha detto che i cavalli li ha trovati in ottime condizioni, stanno tutti bene».
L’invito dell’associazione
L’opzione Caravate è però tutt’altro che percorribile per l’Associazione nazionale Galoppo, che raggruppa allevatori, proprietari e allenatori. «Non ha l’agibilità, manca l’acqua e ci sono problemi di smaltimento, che cavalli si vuole spostare lì?», ha detto il delegato Moreno Meiohas, che ha parlato della gestione dell’Ippodromo di Varese come di un «sistema superficiale, dilettantistico e negli ultimi tempi un po’ ostile». Quindi sempre sulla chiusura delle piste: «Interrompere l’allenamento di 100 e passa cavalli è un atto ostile e cattivissimo. I cavalli non andranno incontro a problemi in pochi giorni, ma sarà così se si continuerà nel tempo. Con i cavalli da corsa non possiamo trottare e poi non possiamo andare a correre con i cavalli allenati al trotto». Poi ancora sulla gestione delle Bettole. «Varese è gestita in un modo un po’ dilettantistico e non è un’opera di beneficienza: chi gestisce l’Ippodromo riceve tutti gli anni cospicue somme dal Ministero, se è così una purga rinunci». Infine però un messaggio di apertura. «Noi come Ang siamo in un clima di pace e collaborazione ma lo chiediamo anche dall’altra parte. Se i gestori vogliono sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione noi siamo disponibili a parlare e discuterne». La società sembra essere disponibile all’incontro. Da parte dei consiglieri e del Comune un auspicio bipartisan: che sia risolutivo. «Qui tutti vogliamo che l’ippica a Varese non muoia».
La stagione estiva che incombe
Guido Borghi ha ricordato l’impegno della società per le Bettole. «L’Ippodromo di Varese che è di proprietà del Comune è stato pagato al 100% negli anni dalla Svicc: il Comune si troverà una struttura a disposizione completamente fatta e regalata dalla società». In vista però c’è la stagione estiva. «Stiamo cercando di fare tutto quanto necessario affinché l’Ippodromo sia fruibile per gli eventi di luglio e agosto – ha detto – mi sono lamentato col Ministero perché ci hanno levato 6 giornate di corse. Questo è un danno per l’Ippodromo e per chi verrà dopo di noi perché questo andamento continuerà in questo modo». I lavori da completare prima dell’estate sono legati alle tribune e all’impianto elettrico: un problema che si trascina da tempo come ha ricordato il consigliere della Lega Stefano Angei: «Perché ad oggi siamo ancora alla stessa situazione dell’anno scorso?». «Cercheremo di fare del nostro meglio affinché tutto possa funzionare – ha risposto Borghi – noi siamo in una situazione dove chi deve pagare non paga: parlo sia di crediti che abbiamo e del Ministero che non risponde nei termini».
Nuovo bando a breve
In merito invece al bando sospeso dopo la fuga di notizie l’assessore allo sport Stefano Malerba ha detto che «la nuova procedura uscirà a breve, il Comune ha preso un atto dovuto in autotutela visto che sono usciti i nomi prima che la procedura venisse conclusa. Dobbiamo garantire che nel 2026 le corse si facciano». E poi sull’auspicato incontro chiarificatore: «Credo che qui tutti debbano metterci un po’ di buonsenso e questa vicenda si può risolvere nella maniera migliore. Stiamo parlando di un aspetto tra due privati, possiamo dire “Incontratevi” perché Varese vuole che l’ippica ci sia anche domani. È un mondo in difficoltà in tutt’Italia: il sindaco ha parlato proprio oggi col sottosegretario all’ippica per affrontare la situazione di Varese».
Pista chiusa all’Ippodromo, i cavalli sfilano per Varese. «Vogliamo solo allenarci»
ippodromo varese prove pace – MALPENSA24
