VARESE – «Lo scenario possibile è solo uno: è come pensare a Maranello di togliere i box delle macchine». Chiaro, anzi cristallino. Così Luigi Rinzivillo, amministratore delegato di Varese Turf & Sport, da inizio anno nuovo gestore dell’impianto delle Bettole, si è espresso sulla possibilità di un Ippodromo senza scuderie. Il futuro (incerto) degli spazi di via Galdino che ospitano i cavalli è stato al centro dei lavori della Commissione sport – presieduta dal dem Luca Battistella – convocata questa sera, mercoledì 20 maggio.
Borghi non c’è
Una riunione richiesta dal consigliere di Fratelli d’Italia Salvatore Giordano. A cui sono stati invitati oltre al nuovo gestore anche gli allenatori e la Svicc, proprietaria delle scuderie. Che però non ha partecipato: Guido Borghi era atteso in collegamento ma non è mai entrato nella call. Un’assenza che si è notata, e non è la prima volta: un anno fa il copione era stato lo stesso. Senza la società il dibattito è stato per forza di cose monco, ma non privo di spunti di riflessione. A partire dalla “madre” delle questioni: i rapporti tra pubblico e privato. «Abbiamo fatto un bando che non si faceva da 30 anni, abbiamo assegnato l’impianto, stiamo seguendo quotidianamente la vicenda. Quello che l’amministrazione può fare lo sta facendo», ha assicurato l’assessore allo sport Stefano Malerba. «Ma il Comune non può entrare in un rapporto tra privati: c’è un privato che detiene una proprietà che affitta ad altri privati».
Giordano e Puricelli litigano
«Borghi è il mazziere che dà le carte, però sul tavolo del Comune»: ha voluto sintetizzare così Salvatore Giordano, prima di iniziare a bisticciare non con qualche esponente di maggioranza ma con un suo collega di opposizione, «l’amico di Borghi» (così è stato definito) Roberto Puricelli di Per una grande Varese. «Sono amico di tanti e Borghi non mi paga – ha detto – sono favorevole se si trova una soluzione, ma non siamo noi che possiamo dire cosa fare all’uno e all’altro sulla proprietà privata». Tema tornato più volte, con altri esponenti della minoranza che hanno chiesto al Comune di far sentire la sua voce. «Avete fatto un bando zoppo: non avete considerato che l’Ippodromo senza le scuderie va a morire. Non può il Comune lavarsi le mani di tutto», ha detto il leghista Roberto Parravicini. E Simone Longhini di Forza Italia: «Il Comune non può far finta che non ci sia questa situazione e dire che è una questione tra privati, sennò siamo ai livelli di Ponzio Pilato». Mentre Franco Formato di Varese Ideale ha chiesto quali siano ora gli scenari possibili.

La voce degli allenatori
A fare il punto della situazione gli allenatori. Che hanno ricordato la comunicazione ricevuta dalla società di Borghi, che ha chiesto loro di lasciare i box di via Galdino. Con l’obiettivo di riqualificare l’area. Anche se le osservazioni alla Vas del nuovo Pgt sembrano mettere più di un paletto. «Volevamo un confronto tra voi e la Svicc indipendentemente dal discorso immobiliare – ha detto Marco Gonnelli (nel video qui sotto l’intervista) – il signor Borghi con queste scuderie per fare le corse in 25 anni ha preso dallo Stato 45 milioni di euro». Valentina Oglialoro ha ricordato che non si sta parlando di qualcosa di dismesso, ma di una realtà attiva che lavora e che è in città dal 1940, quando nacquero le Scuderie Olona. «Noi operatori diciamo che non ci sia legge, Pgt o pandemia che tenga che possa giustificare una rigenerazione edilizia a discapito degli operatori e di una filiera che funziona. I nuovi gestori hanno tanti bei progetti come la clinica veterinaria o l’ippoterapia, ma come si possono fare senza le scuderie? Pensare di migliorare la qualità o il numero delle giornate di corsa senza cavalli è una cosa impossibile. Se si vuole riqualificare l’Ippodromo i cavalli servono. È un gran pasticcio, ma la soluzione l’abbiamo proposta con le osservazioni alla Vas». E gli allenatori chiedono risposte in tempi brevi. «Abbiamo gli sfratti in mano, abbiamo iniziato un viavai con gli avvocati ma stiamo lavorando nell’incertezza più assoluta». E il 10 giugno iniziano le corse. Quindi rispondendo a una domanda della consigliera Francesca Strazzi di Praticità sui danni dell’addio alle scuderie: «Sarebbero logistici ma anche economici, per tutto l’indotto. Spostare 150 cavalli a Milano che è il luogo più vicino vorrebbe dire lasciare vuoto Varese: non ci si può spostare in campagna, bisogna essere vicini all’Ippodromo». Ed eventuali soluzioni alternative nell’area non ci sono: da un lato ci sarebbe spazio all’interno delle Bettole, ma questo precluderebbe molte delle attività che il gestore ha in mente. E anche eventi extra ippica come ad esempio i Mondiali di ciclocross.
L’intervento “politico” del gestore
Il nuovo gestore dell’Ippodromo Luigi Rinzivillo ha ricordato i lavori in corso per arrivare pronti all’inizio della stagione e l’idea di sviluppo per i prossimi 2-3 anni, mettendo al centro l’ippica ma anche aprendo le Bettole ad altre attività per renderlo un centro vivo tutto l’anno e non solo in occasione delle poche corse a calendario. Ma ha anche toccato il tema scuderie, che pur avendo un’altra proprietà incidono appunto molto sul destino dell’impianto. «Quello che sarà il futuro delle scuderie ci toccherà molto da vicino. Abbiamo 150 cavalli a 3 metri che usano la pista e quindi se i cavalli se ne vanno l’Ippodromo sarebbe usato solo per le corse e verrebbe penalizzato sotto questo punto di vista». E ancora: «È vero che le scuderie sono private, ma c’è una serie di problemi da superare. Il primo è che se io riconosco l’importanza storica delle scuderie non me ne potrò privare. Certe scelte non sono contro la proprietà privata o urbanistiche, sono scelte sociali, se io riconosco che quello è un monumento per Varese». Quindi la metafora “ferrarista”. E gli apprezzamenti del consigliere dei 5 Stelle Luca Paris. «Il suo è l’unico intervento politico che ho sentito questa sera, lei ha messo in luce qual è l’interesse pubblico a conservare questa struttura e rilanciarla. Se l’attività dell’Ippodromo è destinata a morire senza le scuderie chi si candida l’anno prossimo alle elezioni lo dica chiaramente».
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