Ispra, si scaldano i motori per il sesto Festival del Cinema Povero

festival cinema povero ispra

ISPRA – E’ in pieno svolgimento il sesto Festival Internazionale del Cinema Povero 2019 aperto a tutti i
registi indipendenti, sia ricchi che poveri, che abbiano sviluppato una idea originale con un budget limitato. La data di scadenza per l’invio dei lavori è il 15 Agosto 2019.

Proposte da ogni parte del mondo

Molte le novità in questa edizione a partire dalla sezione “FILM VERTICALI”, cioè realizzati con lo smartphone. Un’altra Sezione è riservata a Documentari e Film di durata superiore ai 15 minuti previsti dal regolamento e molti registi di film di lungometraggio hanno approfittato per inviarci i loro lavori. Anche in questa edizione, la partecipazione segna un nuovo record di presenze. Arrivano film da tutte le parti del mondo, dall’Alaska al Brasile al Giappone. Moltissimi i film provenienti dall’Iran ed il Festival vuole omaggiare questi partecipanti allestendo – durante le giornate del Festival – una mostra di lavori eseguiti da studenti di design dell’Università di Tehran guidati dal loro professore Babak Safari. Le giornate del Festival si svolgeranno all’Auditorium San Giovanni Bosco di Ispra nei giorni 20-21-22 Settembre 2019 ad iniziare dalle ore 21. Infine, rispettando una tradizione collaudata, i dieci film scelti dalla Giuria Internazionale verranno proiettati per il pubblico di Sesto Calende, Cairate, Ispra, Gemonio che tramite il voto stabiliranno a chi assegnare il premio del pubblico.
La stagione del Festival si chiuderà il 31 dicembre prossimo perché dal 1 ottobre partirà anche il concorso di sceneggiatura, arrivato alla sua settima edizione.

Tra film e libri

Ad anticipare l’avvio del Festival, l’associazione culturale Cinema Povero ha presentato, lo scorso venerdì 21 giugno, due libri, a Ispra. Il primo, edito da Gruppo Iseni Editore, è “Un mercante e tante storie”, scritto da Silvia
Minella con illustrazioni di Eliana Samaritani. Il libro è una raccolta di leggende esotiche raccolte da “Il Mercante di Caffé” durante i suoi viaggi nelle terra dove si coltiva e produce il caffé. La particolarità di questo libro è che le leggende sono stata ascoltate e raccolte dalla signora Silvia Minella e dal signor Giancarlo Samaritani attraverso il contatto diretto con le popolazioni locali in luoghi ancora impervi, dove, tra l’altro, cresce e si sviluppa il caffé migliore che viene poi selezionato dal Mercante. Il secondo è scritto dal direttore artistico del Festival, Giancarlo Buzzi, “Non è una storia sporca”. Ripercorre tra alti e bassi i momenti di vita di un giovane diciassettenne in un paesino di provincia sul Lago Maggiore. Non è la biografia di un personaggio, ma il racconto di una società vista con gli occhi del personaggio nei difficili anni ’70 prima e ai nostri giorni poi. E’ una storia brillante che fa emergere la
bellezza interiore dei personaggi che la popolano. Buzzi, conosciuto per le sue commedie pubblicate sulla rivista “Teatro”, cerca di trasmettere al lettore emozioni sincere senza ipocrisie e pregiudizi.

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