Italia viva snobbata a Saronno, ma al governo a Varese. Ora serve chiarezza

SARONNO – Com’è la storia del granello di sabbia negli ingranaggi? In politica la potremmo spiegare con quanto sta accadendo (o non accadendo) nella Città degli Amaretti.

Il granello di sabbia nell’ingranaggio del campo largo

Ovvero, la questione tutta saronnese (per ora) del complicato rapporto tra il sindaco Ilaria Pagani e Italia viva, potrebbe avere ripercussioni anche a livello provinciale. Ora, diciamolo subito, i renziani nei singoli Comuni del Varesotto (anche in quelli grandi) non hanno certo la forza per fare la voce grossa e cambiare il corso delle cose. Cioè, fuori o dentro alle maggioranze in cui sono presenti, limano le forze, ma non cambiano gli equilibri. Però, politicamente, averli o non averli nel recinto del centrosinistra, cambia. Nel senso che sono una delle ancora al centro della coalizione.

Ma andiamo con ordine.

A bocca asciutta

Risale a quasi un mese fa la presa di posizione di Italia viva a Saronno in cui i renziani hanno messo in piazza il proprio malumore, scegliendo di uscire dalla lista che ha sostenuto Pagani sindaco. Non un abbandono della maggioranza, ma un segnale a chi “comanda la baracca” per dire che, dopo aver lavorato pancia a terra per portare acqua al mulino del centrosinistra si sarebbero aspettati una maggiore considerazione al momento di distribuire ruoli e incarichi. In effetti Italia viva a Saronno è rimasta a bocca asciutta.

Malumore che è stato registrato anche dai vertici provinciali del PD. Quelli locali saronnesi, racconta qualche dem perplesso della situazione che si è venuta a creare, aggiunge che la sindaca e i suoi più stretti consiglieri politici pare abbiano colto la palla al balzo commentando (più o meno): «Se hanno deciso di lasciare la maggioranza ora diventa complicato coinvolgerli».

Quindi?

Quindi la partita, o meglio il malumore potrebbe inabissarsi a Saronno e sbucare… a Varese, unica (grande) realtà dove i renziani contano uomini in giunta (due assessori) e in consiglio (due consiglieri). Possibile? Difficile, anzi difficilissimo. Nel senso che a Palazzo Estense non c’è nemmeno un venticello di crisi in maggioranza. Forse c’è chi al momento se ne sta “quatto quatto”, silenzio tattico e di studio, diciamo, perché nessuno ha ambizioni di sollevare casi. Perciò avanti tutta, fino al momento in cui si entrerà in modalità elezioni 2027. Ed è lì che si potrebbero aprire i giochi e che i ceffoni presi in quel di Saronno potrebbero venir messi sul tavolo.

E Italia viva che dice? Sta in silenzio. Però mastica amaro. Tanto che c’è dice, lontano da microfoni, «siamo piccoli, ma non ci piace venire “usati” e poi messi da parte. Il senso di coalizione deve valere sempre, a Saronno come a Varese, Busto, Gallarate e in tutti i Comuni. Non solo quando servono i nostri voti, pochi o tanti che siano». Insomma, non un problemone, ma un granello di sabbia negli ingranaggi della coalizione su scala provinciale. Un tema questo che, nel capoluogo, dovrà affrontare il nuovo segretario cittadino Carlo Alberto Coletto.

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