BUSTO ARSIZIO – «Vogliamo l’ITS oppure no? Io cercherei di fare tutto il possibile per realizzarlo, perché è un progetto in linea con le premesse del PNRR». Il capogruppo del PD Maurizio Maggioni incalza l’amministrazione comunale sul caso dell’ITS all’ex Macello, che rischia di saltare a causa degli extra costi da due milioni di euro emersi in corso d’opera. «Se i partner del progetto sono determinati ad andare avanti, ne vale la pena – sostiene Maggioni – la giunta dovrebbe innanzitutto stabilire quale assessore si occupi di tessere le fila, visto che non c’è più Mariani che ci credeva e faceva da garante dell’operazione».
I dubbi del PD
Queste in sintesi le impressioni del capogruppo Dem Maurizio Maggioni, che in consiglio comunale aveva già sollevato il tema del nuovo ITS previsto all’ex Macello grazie al bando Arest di Regione Lombardia. Allora era stato per esprimere il «rammarico» del PD per non aver trovato uno spazio in città per ospitare l’ITS Incom, realtà formativa di eccellenza «nata a Busto Arsizio e cresciuto per dimensioni ed importanza molto al di là dei confini provinciali». Ora invece i riflettori di Maggioni si concentrano sul rischio di perdere anche un altro treno, quello di ITS Mobilita Academy, nel caso in cui dovesse saltare l’operazione all’ex Macello. «Non è solo un problema di tipo finanziario – sottolinea il capogruppo PD – ma di reale determinazione del Comune, capofila, e dei partner a portare a compimento il progetto ITS».
La nota integrale di Maggioni (PD)
L’opinione pubblica è stata informata da Malpensa 24 che l’operazione per un nuovo ITS presso l’ex Macello richiederebbe ulteriori finanziamenti, dovuti all’aumento dei costi di realizzazione del progetto di rigenerazione urbana. È d’obbligo una precisazione: gli ITS sono scuole di alta specializzazione tecnologica (ITS Academy), presuppongono una stretta ed operativa collaborazione con le aziende più avanzate di un territorio e la messa in gioco di competenze altamente specialistiche. Non possono nascere per decreto, ma si costruiscono nell’ambito di una precisa e definita area economica e produttiva mediante attivi rapporti tra mondo dell’istruzione/formazione e mondo produttivo.I nostri concittadini hanno il privilegio di avere la presenza operativa sul territorio, da anni a questa parte di un ITS, l’ITS INCOM Academy, esperienza nata e cresciuta a partire dal territorio cittadino e provinciale, tra le prime e più significative della Regione. Giova ricordare che il mio Gruppo ha espresso nel 2022, in un dibattito di Consiglio sul DUP, il suo rammarico perché la città di Busto Arsizio non ha trovato, dopo annose vicende, una sede per questo ITS nato a Busto e cresciuto per dimensioni ed importanza molto al di là dei confini provinciali.Ora ciò che viene presentato come un ITS presso il rigenerato ex Macello è un progetto di Regione Lombardia che ha, più precisamente l’obiettivo di “sviluppare nuovi percorsi formativi per aumentare la competitività del sistema economico territoriale, favorendo la creazione di nuove professionalità”.Il Comune di Busto Arsizio svolge il ruolo di capofila, mentre tra i partner figurano ASLAM, cooperativa sociale leader nell’organizzazione di corsi professionali (IeFP) e membro attivo dell’ITS Lombardo, oltre a più di trenta aziende del territorio.Se le prospettive di sviluppo di questo progetto sono importanti e da non sottovalutare, l’iter progettuale è ancora in fase di avvio. L’eventuale realizzazione di un ITS, che sembra indirizzarsi verso gli ambiti della meccatronica e della logistica, dovrà essere il risultato di un graduale consolidamento operativo.Perciò il problema che si pone all’Amministrazione Comunale non è soltanto di tipo finanziario, relativo alla quantità di risorse necessarie per il completamento della rigenerazione dell’edifico dell’ex Macello, ma è relativo alla reale determinazione del Comune, capofila, e dei partner di progetto (Aslam ed aziende) a portare a compimento un centro formativo che aspira ad essere un ITS, che presuppone non soltanto un’espressione di volontà già effettivamente dichiarata, ma la messa in campo di referenti responsabili, di tempi e di tappe per implementazione delle azioni di progetto.
Il Consiglio Comunale dovrebbe innanzitutto approfondire questo versante, preliminare a qualsiasi altra decisione. Ed in particolare l’amministrazione dovrebbe decidere a quale assessorato deve essere affidata la responsabilità del progetto di formazione, considerato che prima del rimpasto, l’assessore Mariani, urbanistica e patrimonio, appariva investito anche degli aspetti formativi e dei rapporti con ASLAM.
Busto, dilemma ITS all’ex Macello: servono due milioni in più, il progetto è a rischio
