Da oggi, Claudio Ghisalberti, autorevole firma della Gazzetta dello Sport fino a qualche mese fa, prima del collocamento a riposo, collaborerà con Malpensa24 con interventi su temi sportivi. Ghisalberti si è sempre occupato di ciclismo, di calcio e di discipline sportive in genere. Autore di articoli e inchieste di prestigio giornalistico rappresenterà un valore aggiunto per il nostro giornale online, in costante espansione in scia a una linea di sviluppo che Fabrizio Iseni, l’editore, intende realizzare e rispettare secondo precisi programmi. A Claudio Ghisalberti il benvenuto del direttore Vincenzo Coronetti e di tutta la redazione.
di Claudio Ghisalberti
Sinner, colpevole o innocente? La stragrande maggioranza della stampa, sportiva e non, ha già espresso il suo giudizio: il tennista altoatesino va assolto. Opinione spesso portata avanti con foga, quasi come tifo da stadio, anche perché Jannik, attuale numero 1 al mondo, ha sponsor ricchi e potenti, possibili munifici investitori pubblicitari. Eppure il caso è ancora aperto e di non facile soluzione.
L’affaire viene portato alla luce dal New York Times e dalla tv tedesca Ard: Sinner è risultato due volte positivo ai test antidoping. La prima il 10 marzo al Master 1000 di Indian Wells, la seconda il 18. In entrambi i casi la sostanza è la stessa, il Clostebol, uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone. Insomma, un ormone utilizzato in campo sportivo per migliorare le performance. Eppure parte la grancassa degli innocentisti. A suffragare il loro pensiero, un fatto. Sinner era stato sospeso due volte ad aprile ma lui aveva fatto ricorso immediato a un tribunale indipendente ottenendo la revoca delle sospensioni.
Nella sua tesi difensiva il tennista sostiene che Giacomo Naldi, il suo fisioterapista, lo abbia massaggiato a mani nude. Naldi, però, avrebbe usato, all’insaputa del tennista, una pomata contenente Clostebol (il Trofodermin comprato a Bologna dal preparatore atletico Umberto Ferrara il 13 febbraio, ovvero quasi un mese prima del fatto) per curarsi una ferita al mignolo della mano sinistra. Sostanza che poi sarebbe finita nel corpo del tennista tramite piccole ferite che a sua volta aveva sul corpo.

L’Itia, l’Agenzia per l’integrità del tennis, il 20 agosto assolve Sinner perché le basse concentrazioni della sostanza nel corpo del tennista non avrebbero alterato la prestazione sportiva e per il tennista non c’era “né colpa, né negligenza”. Una sentenza che per molti era definitiva e sufficiente per riabilitare con grandi titoloni il nuovo eroe nazionale. L’altoatesino, che per l’aspetto atletico si avvale anche della consulenza del J Medical di Torino, licenzia Naldi e Ferrara.
L’ipotesi che la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, e la Nado, l’Organizzazione nazionale antidoping, potessero fare ricorso non veniva neppure presa in considerazione e, semmai, scartata.
Le cose sono invece andate diversamente. La Wada ha fatto ricorso contestando “l’assenza di colpa o negligenza” di Sinner. Secondo l’Agenzia antidoping quell’interpretazione non è corretta ai sensi delle norme vigenti. Così per il tennista è stata chiesta una squalifica per un periodo di tempo compreso tra 1 e 2 anni. Ricorso che, anche in questo caso, ha suscitato la rabbia di molti pronti a gettare ombre sull’operato della Wada colpevole, secondo loro, di non essersi comportata allo stesso modo in altre circostanze. Come esempi vengono riportati i casi delle positività di alcuni nuotatori cinesi e l’Operacion Puerto del 2006.
Ora la decisione definitiva, o quasi visto che solo per vizi di forma ci si può opporre al Tribunale federale svizzero, spetta al collegio di Losanna. Sarà composto da tre giudici: uno scelto dal Tas stesso, uno dalla Wada, uno da Sinner.
Ma a chi spetta invece l’onere della prova davanti al Tas? “Bisogna fare una premessa – afferma Fiorenzo Alessi, avvocato penalista esperto di procedimenti disciplinari sportivi -: Il Tas riesamina sempre integralmente i procedimenti, sia dal punto di vista procedurale che in quello del merito. Che Sinner sia stato trovato due volte positivo è acclarato, non contestato. Ed è lui che sul punto spetta nella sostanza l’onere della prova, che dovrà riconfermare le argomentazioni che hanno portato l’Itia ad assolverlo”.
In attesa di vedere come andrà a finire, Jannik Sinner continua a giocare. Ma il campo potrebbe essere in salita.
