Jerago, abbandona i rifiuti davanti alla sede di Coinger: denunciato

Jerago abbandono rifiuti Coinger

JERAGO CON ORAGO – È stato individuato il presunto responsabile dell’abbandono di rifiuti davanti alla sede di Coinger, a Jerago con Orago. Per la prima volta, il Comune ha presentato denuncia per il fatto. L’abbandono di rifiuti costituisce, infatti, oggi reato, punito con ammenda fino a 18.000 euro e, se commesso con un veicolo, con la sospensione della patente da 4 a 6 mesi.

Pizzicato dalle telecamere

Il presunto responsabile, un cittadino di Azzate, è stato individuato dalla polizia locale in collaborazione con i Carabinieri, grazie alle telecamere di videosorveglianza e ai sistemi di lettura targhe. Il Comune, congiuntamente ai Carabinieri, ha quindi presentato denuncia all’autorità giudiziaria. Si tratta della prima volta in cui l’Amministrazione procede con una denuncia anziché con la sola sanzione amministrativa. La scelta è stata resa possibile dal nuovo quadro normativo ed è proporzionata alla gravità della condotta accertata.

Il nuovo quadro normativo

Con il decreto-legge 116/2025 (cosiddetto decreto “Terra dei Fuochi”), l’abbandono di rifiuti non costituisce più un illecito amministrativo che si esaurisce con il pagamento di una multa: è un reato, che comporta l’apertura di un procedimento penale, l’iscrizione nel registro degli indagati e, in caso di condanna, l’annotazione nel casellario giudiziale. Le conseguenze previste dalla legge sono: ammenda penale da 1.500 a 18.000 euro per l’abbandono di rifiuti non pericolosi; sospensione della patente di guida da 4 a 6 mesi se l’abbandono avviene utilizzando un veicolo a motore; reclusione da 6 mesi a 5 anni nei casi più gravi, quando dal fatto deriva pericolo per la salute o per l’ambiente; reclusione da 1 a 5 anni in caso di abbandono di rifiuti pericolosi; reclusione fino a 6 mesi o multa per il deturpamento di cose altrui; arresto fino a 1 anno per chi non ottempera all’ordinanza sindacale di rimozione e ripristino dei luoghi; obbligo di rimozione dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, con costi interamente a carico del responsabile.
La normativa consente, inoltre, espressamente l’accertamento del reato tramite sistemi di videosorveglianza, anche in modalità differita: le immagini registrate dalle telecamere e dai lettori targa installati sul territorio sono pienamente utilizzabili come prova, come dimostra il caso in questione.

Un presidio costante del territorio

L’amministrazione comunale del sindaco Emilio Aliverti evidenzia che il territorio sia presidiato da sistemi di videosorveglianza attivi e che le immagini consentano di risalire ai responsabili anche a distanza di tempo. «Chi pensa di liberarsi dei propri rifiuti scaricandoli sul territorio deve sapere che oggi non rischia più soltanto una multa: rischia un processo penale, la sospensione della patente e una condanna che resta sul casellario giudiziale», recita la nota diffusa dal Comune. «Abbandonare i rifiuti non conviene mai, né civicamente, né economicamente, né penalmente».

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