Gentile Direttore,
scrivo per portare all’attenzione dei lettori una vicenda che riguarda Via Fabio Filzi a Gallarate e che, a nostro avviso, racconta bene un certo modo di gestire le segnalazioni dei cittadini. Mi permetto di farlo non solo a titolo personale, ma anche come portavoce di un gruppo di abitanti, confinanti e residenti della via, che condividono le stesse preoccupazioni in merito alla sicurezza del tratto interessato.
Il 1° dicembre, a seguito di confronti tra residenti, ho segnalato al Comune e alla Polizia Locale la presenza di una griglia di caditoia pericolante al centro della carreggiata, in un tratto di strada stretto e quotidianamente percorso da pedoni, biciclette, motocicli, automobili e mezzi di servizio.
In data 12 dicembre un operaio comunale ha posizionato alcuni coni stradali per segnalare il pericolo: un gesto semplice ma sensato, perché il problema non era risolto, ma almeno veniva reso visibile. Non avendo ricevuto alcun riscontro scritto né indicazioni sulla sistemazione, il 22 dicembre ho inviato un sollecito.
Successivamente il Comune ha chiarito che quel tratto di strada è considerato “privato” e che quindi non può intervenire con fondi pubblici per la manutenzione. Posizione legittima, per quanto discutibile in presenza di una strada aperta a tutti, priva di cancelli o cartelli di proprietà privata e utilizzata quotidianamente anche da mezzi di servizio.
Colpisce inoltre che due comunicazioni inviate successivamente al Comune siano rimaste senza risposta. Pur comprendendo i carichi di lavoro degli uffici, riteniamo che il rispetto verso i cittadini passi anche da un semplice riscontro, soprattutto quando vengono segnalate situazioni di potenziale pericolo e chiarimenti che vengono chiesti.
Ciò che risulta davvero difficile da comprendere è quanto accaduto dopo: nei giorni scorsi, un addetto alla manutenzione stradale è passato a rimuovere i coni. Il pericolo, però, è rimasto esattamente dov’era. Semplicemente, non è più segnalato.
In altre parole: prima si riconosce un rischio evidente, tanto da segnalarlo; poi, trincerandosi dietro alla natura privata della strada, si decide di eliminare persino l’avviso del pericolo, lasciando cittadini e veicoli senza alcuna tutela informativa.
Non entriamo nel merito delle responsabilità giuridiche, ma poniamo una domanda semplice, che come residenti ci facciamo tutti: se un pericolo esiste ed è evidente, è davvero questa la risposta più sensata da parte di un’amministrazione? Togliere i coni risolve il problema, o serve solo a far finta che non esista?
Crediamo che episodi come questo meritino di essere raccontati, perché riguardano la sicurezza quotidiana e il rapporto, spesso fragile, tra cittadini e istituzioni.
Marco Pagani
(a nome di: Cinzia Stabile – Stefano Dal Zotto – Fabrizio Santolini – Angelo Galizia – Antonio Coppola – Gabriella Caretta – Stefania Gioli – Fam. Falcone-Ciuffreda – Fam. Pianezze-Cucchiarini – Fam. Piperno-Vacca)
***
La questione sollevata da Marco Pagani e dai residenti di via Filzi, al di là del problema in sè (per altro sembra facilmente risolvibile), mette in luce una questione più vasta e importante dei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i cittadini, oltre a quelle delle responsabilità e del senso civico di un esecutivo municipale. Sul versante giuridico, il Comune ha probabilmente ragione, ma essendo in ballo l’incolumità pubblica avrebbe il dovere di intervenire. Salvo poi chiamarsi fuori nella deprecabile eventualità di un incidente: in quel caso le colpe sarebbero di Pantalone. (Vin.Co.)
gallarate via filzi caditoia – MALPENSA24
