MILANO – Una sosta silenziosa e carica di significato ha preceduto la partenza della presidente del Consiglio per il vertice parigino della Coalizione dei Volenterosi. Giorgia Meloni ha scelto di recarsi personalmente all’ospedale Niguarda di Milano per far sentire la presenza dello Stato ai giovani che lottano tra la vita e la morte dopo il dramma di Crans-Montana. La premier ha dedicato del tempo ai parenti delle vittime e dei feriti, portando loro un messaggio di conforto e garantendo che le istituzioni non lasceranno sole le famiglie colpite da questo immenso dolore. Prima di lasciare la struttura, ha rivolto parole di profonda gratitudine all’equipe medica e a tutto il personale sanitario per la dedizione e l’eccellenza dimostrate nella gestione dell’emergenza.
La situazione dei feriti
Il quadro clinico dei ragazzi coinvolti rimane estremamente complesso. Attualmente si contano undici pazienti ricoverati nel polo milanese, di cui quasi la metà è assistita nel reparto grandi ustionati. La situazione più preoccupante riguarda tre giovani in terapia intensiva per i quali i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Il dramma, che ha spento quaranta vite e provocato oltre cento feriti, ha scosso profondamente l’opinione pubblica mondiale. Da ogni parte del mondo sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza, mentre diverse capitali europee si sono unite al lutto nazionale proclamato nel Canton Vallese.
Le indagini
Parallelamente ai soccorsi, procedono senza sosta le attività degli inquirenti svizzeri per accertare le responsabilità della strage. La magistratura locale ha già avviato procedimenti formali nei confronti della gestione del locale, ipotizzando reati che vanno dall’incendio colposo all’omicidio plurimo. Al centro degli accertamenti ci sono le gravi criticità emerse riguardo ai sistemi di sicurezza: l’attenzione è focalizzata sia sull’origine delle fiamme, forse divampate a causa di decorazioni inadeguate, sia sulla possibile ostruzione di una via di fuga che avrebbe trasformato il locale in una trappola mortale.
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