La Russa: «Busto come piazza Duomo». Candiani: «Daspo». PD: «Vietare alcolici»

Stefano Candiani (Lega) e Romano La Russa (FdI)

BUSTO ARSIZIO – È diventata un caso nazionale la “rivolta” contro la Polizia in piazza Garibaldi. Si susseguono le reazioni politiche, a tutti i livelli. Dall’assessore regionale alla sicurezza Romano La Russa (Fratelli d’Italia) che parla di una «replica di quanto successo a Capodanno in piazza Duomo» al deputato della Lega Stefano Candiani che invoca «daspo urbani o espulsioni» per i protagonisti dell’episodio, fino al PD di Busto Arsizio che deposita una mozione urgente in consiglio comunale per «vietare il consumo la somministrazione di alcolici nei luoghi pubblici» sul modello di Varese.

La Russa incolpa le «seconde generazioni»

«Quanto successo a Busto Arsizio è la replica di quanto successo a Capodanno in piazza Duomo a Milano – sostiene l’assessore regionale alla sicurezza Romano La Russa – oggi vediamo il risultato di anni di immigrazione incontrollata, sponsorizzata dalla sinistra. Quel che preoccupa di più sono le seconde generazioni attrici principali di questi episodi che con strafottenza pensano e credono di poter fare quel che vogliono. I maggiori responsabili sono sicuramente le famiglie che non hanno saputo trasmettere ai figli il senso del rispetto del Paese che li ha accolti. La cantilena che il nostro paese ha bisogno degli immigrati deve finire, noi abbiamo bisogno prima di tutto di persone oneste e rispettose. Hanno trovato nel nostro paese il loro Paradiso di impunità». La Russa spezza una lancia in favore della Polizia, che «oggi ha paura di intervenire perché una certa parte di politica legata al mondo della sinistra schiaccia l’occhiolino a questi ragazzi per non ammettere il fallimento delle loro politiche. Per oltre 15 anni hanno detto che dovevamo accogliere, promuovendo anche marce su questo tema, oggi chi paga la violenza di questi ragazzi sono gli italiani ma sono anche tutti quegli immigrati che si sono integrati, sono proprio loro i primi a condannare quanto accade. Oggi come sempre va la mia solidarietà alle forze dell’ordine».

Candiani: «Daspo urbani o espulsioni»

«La vicenda degli agenti delle forze di polizia accerchiati in centro a Busto Arisizio da circa 40 persone è un fatto gravissimo. È sempre più frequente il verificarsi di questi episodi, anche fuori dalle grandi città e in provincia. È evidente che ci si trovi di fronte al dilagare di situazioni di pericolo che nascono dalla sottovalutazione che la narrazione di certa politica buonista di sinistra ha imposto, per l’incapacità di riconoscere il fallimento di un approccio lassista a un’immigrazione che tutto vuole tranne che inserirsi e accettare le nostre regole di convivenza». Lo dichiara il deputato della Lega Stefano Candiani. «C’è una aggravante costituita oggi anche dal continuo tentativo, sempre da parte della medesima politica di sinistra di giustificare e scusare gli autori di questi episodi, accusando le Forze dell’Ordine ogniqualvolta intervengono per fermare questi individui con il risultato di depotenziarne l’azione di tutela della sicurezza. Se da una parte esprimiamo sconcerto per questi fatti e auspicio di severe sanzioni penali per i responsabili di queste violenze, dall’altro non possiamo che esprimere solidarietà nei confronti delle Forze dell’Ordine, unitamente all’impegno di rinforzare il quadro regolatorio per garantire a chi veste una divisa e ai cittadini che a queste divise si appellano, di non trovarsi da difensori dell’ordine della sicurezza ad essere accusati e portati al banco degli imputati al posto dei criminali». Per Candiani, già sottosegretario agli interni, «occorre anche che siano utilizzati appieno tutti gli strumenti già oggi a disposizione, come il Daspo urbano, nei confronti di questi violenti che, quando sono stranieri debbono essere immediatamente espulsi. Di tutto questo ne ho parlato oggi, sia con il prefetto di Varese che con il sindaco Antonelli e con il segretario della Lega di Busto Arsizio, Alessandro Albani».

Il PD: «Vietare gli alcolici»

Sulla situazione di caos verificatosi in pieno centro cittadino nella tarda serata di venerdì 10 gennaio interviene anche il Partito Democratico e lo fa protocollando una mozione urgente che invita il Sindaco e la Giunta a vietare sin da subito il consumo e la somministrazione di alcolici nei luoghi pubblici. «La città è stanca di episodi di questo tipo e lo è altrettanto nei confronti dei toni propagandistici con cui gli esponenti della destra continuano a lamentarsi senza fare mai nulla – la nota del Partito Democratico – quanto affermato dagli esponenti di Fratelli d’Italia e Lega, infatti, non fa i conti con la realtà. Busto è una città amministrata dalla destra-centro di Emanuele Antonelli da molti anni. Eppure, la Giunta non è mai intervenuta per contrastare il crescente degrado del centro storico, da tempo sotto gli occhi di tutti. Vietare la vendita e la somministrazione di alcolici nei luoghi pubblici, sull’onda di quanto fatto da altre città della zona, è infatti una misura che si sarebbe potuta adottare da tempo, ma ciò non è stato fatto».

Per Paolo Pedotti e C. «alle politiche di prevenzione e contrasto del degrado urbano, la destra preferisce il far west provando a cavalcarne ogni volta l’esito per puri scopi elettorali, accusando la sinistra e gli stranieri per il solo fatto di essere tali. Respingiamo con forza le accuse di chi associa il degrado alle politiche sulla cittadinanza, negata ingiustamente a chi è nato e cresciuto in Italia. La delinquenza si associa infatti alle condizioni di maggiore fragilità e povertà e non all’etnia delle persone. Alla solidarietà giusta da esprimere nei confronti delle forze di polizia per gli sforzi compiuti occorre che la Politica associ azioni serie di prevenzione e di integrazione sociale. Il Partito Democratico c’è, ora aspettiamo la Giunta Antonelli».

Picco Bellazzi: «Presidiare le piazze»

Sul tema interviene anche Walter Picco Bellazzi, avvocato e storico esponente del Partito Democratico: «È uno sconcio che certi episodi succedano a Busto, ed è la dimostrazione che probabilmente la sicurezza non è curata come fino a qualche tempo fa. Serve un intervento drastico, prima che questo gruppi si sentano “padroni” delle piazze». Bellazzi suggerisce «un presidio fisso dei luoghi più critici, piazza Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele», ma anche «il coordinamento tra Polizia locale, forze dell’ordine e anche la magistratura, per evitare che chi viene arrestato venga mandato fuori il giorno dopo».

Farioli: «Basta polemiche e divisioni»

Infine, l’ex sindaco Gigi Farioli, capogruppo di Popolo Riforme e Libertà, lancia un appello bipartisan: «Evitiamo inutili polemiche e divisioni da talk show su un fatto che tocca l’intera amministrazione al di là di chi governa o ha governato a Busto, Milano e Roma. Serve la massima unità attorno al sindaco per elaborare una strategia che superi il momento della percezione e combatta in maniera seria il fenomeno dando un senso di sicurezza ai cittadini onesti. Diamo il segnale di quella città matura che per molti aspetti da sempre ha saputo dare soprattutto istituzionalmente».

Rivolta di piazza a Busto, sottosegretario Molteni: «Gravissimo. Nessuna impunità»

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