La Striscia d’oro, i sentimenti di marmo

striscia gaza eldorado
Gaza Eldorado? Il piano per la "miniera d'oro immobiliare" di Israele e Usa

di Massimo Lodi

Walter Veltroni, ore 22.20 di mercoledì 17 settembre, confessa a Tommaso Labate, conduttore del nuovo programma Realpolitik su Retequattro: c’era una volta il sogno americano, oggi c’è l’incubo americano. L’incubo è il trumpismo con le sue imprevedibili declinazioni. Una delle peggiori, forse la peggiore, l’innesca il ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich, che annuncia: Gaza è una miniera d’oro immobiliare e stiamo trattando con gli americani come spartirla dopo la guerra.

Con gli americani. E gli americani zitti. E non c’è istituzione d’oltreoceano che gli obietti. E tantomeno Trump, impegnato –do not disturb, please– nella visita in pompa magna a re Carlo d’Inghilterra. Allora Gli Stati Uniti, tacendo, acconsentono?

Beh, l’idea di far della devastata Striscia -settantamila morti, trentamila bambini- una Riviera di lusso mica è nuova. Data da settimane. Prima sembrava solo l’invenzione esagerata/provocatoria dell’Intelligenza artificiale, poi s’è volta in un’ipotesi di disegno urbanistico vero, adesso un estremista della destra di Tel Aviv dichiara paro paro l’indichiarabile e incontra zero obiezioni dai presunti partner d’affari politico-bellici che lo dovrebbero sconfessare. Assieme, ovviamente, all’intera classe dirigente israeliana, se davvero lo fosse, ciò comportando un senso dello Stato, una pìetas civile, un profilo morale affatto compatibili con l’oscenità messa in circolo da questo Smotrich.

Oscenità, sì. Oppure vergogna. La parola uno vale la parola due. Perché non si può immaginare, dire, sottolineare un simile concetto: “La demolizione l’abbiamo già fatta, ora dobbiamo solo ricostruire”. Tal quale. Ricostruire su cadaveri, disperazione, sofferenze. Senza mostrare alcuna remora nell’esibire spietata crudeltà etico-finanziaria; nell’ostentare freddo brutalismo, vanitosa sicumera, miseria umana; nel confermare una volta di più, e ignorando le cupe lezioni della storia, quanto fosse dalla parte del giusto il filosofo inglese Francis Bacon: “La nudità è sconveniente nell’anima come nel corpo”. Cioè: quando s’esprimono pubblicamente orribili sconcezze, significa che s’è perduta la dignità interiore. Con quanto vi fa seguito.

Povero Smotrich, che neppure s’accorge del fondo da lui toccato, e sul quale tanti s’adagiano. Proprio uno scrittore americano, Mark Twain, diceva che l’uomo è l’unico animale capace di arrossire, ma è anche l’unico ad averne bisogno. Chissà se il ministro di Netanyahu è in grado di confermare. Oppure no, chissà se rappresenta la rivoluzionaria/terrificante eccezione. Rivoluzionaria e terrificante, oddio. Shakespeare fa esclamare ad Amleto, in merito all’oscenità: “O vergogna, dov’è il tuo rossore?”. Appunto, dov’è? Non una coscienza, ma tutte le coscienze sono (sarebbero) chiamate a rispondere. Con i fatti, non con le chiacchiere. Pronostico negativo. Ormai l’indecenza ci scivola via dal sentimento come l’acqua sul marmo. Il marmo, la faccia del nostro tempo. Il suo gelido Eldorado.

striscia gaza eldorado – MALPENSA24
Visited 195 times, 1 visit(s) today