BUSTO ARSIZIO – C’erano almeno mille persone alla Via Crucis della città di Busto Arsizio, che ha visto come stazione finale il carcere di via per Cassano. In processione anche monsignor Luca Raimondi, vicario dell’Arcivescovo di Milano, che al termine della cerimonia ha rivolto un gesto di benedizione in silenzio» ai detenuti e agli operatori all’interno della struttura.
Le voci
La Via Crucis, aperta dalla croce realizzata nella falegnameria del carcere e dal cappellano del carcere don David Maria Riboldi, si è sviluppata tra la chiesa parrocchiale di Sant’Anna e il piazzale nel parcheggio della Casa Circondariale di via per Cassano. Dove ad attendere la processione c’era la direttrice Maria Pitaniello: «L’ultima stazione in carcere ha un valore di particolare importanza. Deve essere un invito a riflettere e a migliorare rivolto a ciascuna persona reclusa, ma anche a dare sostegno e protezione per tutti gli operatori che svolgono questo complesso e difficile lavoro».
Le preghiere

E Monsignor Luca Raimondi, che a Busto Arsizio è stato coadiutore della parrocchia di San Michele, ha alzato la voce dal palco per farsi sentire all’interno anche dai detenuti e dagli operatori della Polizia penitenziaria «Forse quell’uomo non era cattivo, aveva solo paura» lo spunto di riflessione a partire dal “ladrone” che sulla croce ha guadagnato la redenzione, un modello per chi è dietro le sbarre e viene generalmente, e a prescindere, ritenuto «irrecuperabile». Per il prevosto della parrocchia di San Giovanni monsignor Severino Pagani «una serata che rimarrà affissa nel nostro cuore per molto. È un segno di grande unità tra tutte le parrocchie, unica celebrazione nel giorno del Venerdì santo in tutta la città».
Il corteo

In marcia, oltre ai parroci del decanato di Busto Arsizio, c’erano anche diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale: il sindaco Emanuele Antonelli, il vicesindaco Luca Folegani, gli assessori Manuela Maffioli, Mario Cislaghi e Alessandro Albani, i consiglieri comunali Orazio Tallarida e Roberto Ghidotti. In campo le pattuglie della Polizia locale guidate dal comandante Stefano Lanna e una nutrita compagine di volontari per presidiare il percorso fino in carcere.

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