LAVENO MOMBELLO – Una bottiglia di the passata in cassa e pagata regolarmente, e due borse piene di prodotti presi dagli scaffali e non pagati, che il 16 luglio dello scorso anno avevano subito messo in allarme la guardia giurata del Tigros di Laveno Mombello.
Poi le cose sono finite male, perché le due persone con le borse – una 38enne e un complice, entrambi sotto l’effetto di sostanze – hanno cercato di fuggire dal supermercato, sono stati bloccati ed è scattata una colluttazione, che ha avuto come conseguenza sette giorni di prognosi per l’addetto alla sicurezza – arrivato ancora sanguinante al pronto soccorso di Cittiglio – e ha condotto all’arresto dei due.
Rapina impropria
La donna deve rispondere di rapina impropria davanti ai giudici del collegio del Tribunale di Varese, mentre il presunto complice ha scelto un rito alternativo e non è quindi imputato nello stesso processo.
La testimonianza del carabiniere
L’arresto era stato eseguito dai carabinieri di Laveno, come ha ricordato in udienza uno degli operanti intervenuti quel giorno: «Siamo stati allertati dalla guardia giurata, siamo arrivati sul posto e c’era un uomo con la maglia strappata. La donna si era allontanata con le due borse, ma poi è tornata e li abbiamo arrestati». Nelle borse c’era merce del valore di 150 euro.
Chiesti i domiciliari
Il dibattimento è appena iniziato e altri testimoni, tra cui la guardia giurata aggredita, dovranno essere sentiti in aula. L’avvocato Marco Bianchi, legale della 38enne, attualmente detenuta, ha intanto presentato l’istanza per una misura cautelare meno afflittiva, cioè i domiciliari.
Richiesta motivata dal fatto che i genitori della donna e un altro parente hanno dato la loro disponibilità ad occuparsi del sostentamento della 38enne, che in precedenza aveva violato l’obbligo di firma. Sul punto la donna ha fornito una spiegazione precisa ai giudici: «Vivevo per strada».
