L’Azzeccagarbugli e la tela del ragno

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di Gian Franco Bottini

Dell’avvocato in questione ne fece un personaggio assai noto il Manzoni, senza ignorare che di questa particolare figura di leguleio ne aveva già precedentemente parlato il Machiavelli e che non sembra azzardato pensare che proprio da lui l’Alessandro avesse preso lo spunto per confezionare quella figura sfuggente, ma non certo secondaria , che si muove sullo sfondo dei Promessi Sposi. L’Azzeccagarbugli manzoniano era una figura sui generis, così avanti con i tempi che risulta ancora oggi molto attuale. Il Manzoni, nel suo narrare, lo classifica di volta in volta come”scioglitore di nodi” , manipolatore dei “codicilli”, forte con i deboli ma debole con i forti , in grado comunque di destreggiarsi anche quando i forti sono più di uno. Così descritto , con il dovuto rispetto, devo dire di intravvedere dei tratti somatici non molto lontani da quelli del nostro attuale Premier, così come appare nella sua odierna configurazione che è comunque in evidente e costante evoluzione.

Un anno fa, al suo esordio, lo vestii dei panni di Arlecchino “servo di due padroni”; più d’uno pensò ad un accostamento irriverente (non conoscendo la storia) ma oggi si può dire che il paragone era più che azzeccato perché, con furbizia ed intelligenza, l’avvocato Conte ha dimostrato , come avviene appunto nella storia, di sapersi abilmente destreggiare fra i suoi due presunti padroni. Adesso , superata la fase di Arlecchino, il nostro ha alzato il livello ed è entrato in quella di Azzeccagarbugli , dove si “sciolgono i nodi”, si lima sui “codicilli” e destreggiarsi come vaso di coccio fra due vasi di rame è sempre più difficile.

Non si può certo negare che ci vuole una notevole abilità per convincere il Macron che in fin dei conti i suoi due vice “son ragazzi”, per rabbonire la Merkel con melliflui sorrisetti e facendole intendere che lei non è così brutta e “im….proponibile” come diceva quell’altro, per dare a tutti le certezze che si aspettano senza prendere mai un impegno, per tranquillizzare la gente sulle tante promesse dei suoi compari che non saranno mai mantenute, per affermare, con una gran faccia di tolla, che il 2019 sarà un anno fantastico.

Ma attenzione: il nostro Premier è elegante, educato, adatto per i salotti buoni, pieno di buoni sentimenti, quasi ritroso ed imbarazzato se deve alzare i toni; insomma ….è una persona “moderata”, e agli italiani i moderati piacciono al punto che sarebbe piaciuto persino Renzi, se moderato lo fosse stato almeno un pochino.

Scriveva il nostro Direttore che Salvini , malgrado i successi elettorali che lo collocano a cifre di consenso vertiginose, è fortemente preoccupato su come conservarsele nel futuro; e Salvini ha ragione a preoccuparsi, perché ci pare sia vicino a quelle vette dove si può facilmente scivolare.  Lui però non deve temere il PD che sarà eternamente intento a “rigenerarsi”, né Forza Italia che è oramai un partito di “sciurète”, né Di Maio che si troverà con un esercito demotivato o addirittura in fuga.

Il suo vero avversario sarà l’avvocato Conte che sa apprendere velocemente i trucchi del “mestiere” , apparentemente intelligente tanto quanto serve a non ripetere gli errori di onnipotenza fatti da altri, intraprendente e oramai conscio di poter mettersi in proprio, “moderato” al punto giusto per poter risucchiare consenso da più parti, soprattutto se saprà prendere le giuste distanze dai Pentastellati.
Qualcuno afferma che il nostro sarebbe stato un perfetto allievo degli Andreotti, dei De Mita, dei Fanfani; e pare che a questa affermazione anche il Quirinale sorrida furbescamente.

​E la trappola è già pronta, dal momento che il Premier propone, per il dopo elezioni di maggio, una “riscrittura del contratto” che ha tutta l’apparenza di una appiccicosa tela del ragno entro la quale “imbragare” il sistema e reiterarlo per tutto il tempo che gli serve…
E’ noto come la politica sia spesso fatta di fantasie e quindi anche le mie riflessioni di poc’anzi possono essere classificate come tali; di sicuro però c’è che dopo le elezioni di maggio, che gli porteranno un grande successo, Salvini dovrà prendere delle decisioni che, se sbagliate, rischierebbero di essere per lui esiziali .

Ed ecco che rispuntano i suggerimenti di Machiavelli, uno che di politica se ne intendeva e che consigliava sempre di diffidare degli “azzeccagarbugli; e più modestamente sbucano anche certi nostri pensieri che portano a rammentare che mentre i”ganassa” dopo un po’ stufano, i “moderati” alla fine hanno sempre catturato la fiducia della gente, fin dai tempi della Balena Bianca. E non mancherà certo qualcuno dei suoi padani che, ricordandogli le sue origini lombarde , gli rammenterà anche l’opinione del Carlo Porta: “Mej un ratt in boca a un gat, che un cristian in man a un avucat”,

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