LEGNANO – «Continua la costruzione della “città della memoria”. Questo momento simbolico unisce la nostra comunità a qualcosa che sarà sempre con noi: la dimensione dell’impegno, della legalità, della giustizia. Un impegno che vive l’intero territorio per creare quegli anticorpi e quei presìdi di legalità fatti di tanti simboli che “parlano”». Così il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, questa mattina, sabato 21 settembre, alla cerimonia di intitolazione al giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, dell’ex sede distaccata del Tribunale di Milano in via Gilardelli 22, ora sede degli uffici tecnici comunali e dell’anagrafe, oltre che della Fondazione comunitaria Ticino Olona (nelle foto).
L’intitolazione, annunciata un anno fa e svoltasi alla presenza di numerose autorità cittadine e di altri comuni del Legnanese, era stata proposta dal presidio cittadino di Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e da Acli, Azione cattolica, Chiesa di Legnano e Polis. Alla scopertura della targa sono seguiti, oltre a quello del sindaco, gli interventi di Nicoletta Guerrero, presidente della sezione Gip del Tribunale di Genova ed ex giudice del Tribunale di Busto Arsizio, che in quello di Legnano lavorò dal 1995 al 2006, e di Nando dalla Chiesa, politico, accademico, scrittore e fondatore e direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano. La cerimonia si è conclusa con la benedizione della targa da parte di monsignor Angelo Cairati, prevosto di Legnano.
Guerrero: «Bel gesto, brava Legnano»

«Mi ritrovai giudice giovanissima in Sicilia dal 1988 al 1990 – ha ricordato Guerrero, gallaratese ora residente a Legnano – Era un campo di battaglia particolarmente impegnativo, di cui Livatino, per il quale lavoravo come pretore mandamentale, conosceva bene la realtà e la delinquenza. Lui era il nostro punto di riferimento, mi ha insegnato a fare il giudice come poi ho sempre fatto. Grazie a Legnano per averlo voluto ricordare, abito qui vicino e vedere questa targa ogni volta che ci passerò davanti mi toccherà il cuore».
Da parte sua, Dalla Chiesa ha ricordato il «clima di diffidenza in cui operò quella generazione di “giudici ragazzini” come li definì Cossiga non certo per elogiare chi li aveva scelti. Intorno a quei giudici c’era il silenzio. La memoria contro la mafia non è una cosa semplice, questa targa contribuisce ad essa. Arriva dopo tanto tempo, forse più di quello previsto, ma una cosa è sicura: abbiamo imparato a coltivare la memoria e questo per me è un elemento di forza».
Una mostra sul “giudice ragazzino”
La mattina è proseguita con l’apertura della mostra dedicata al giudice Livatino e realizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con Libera. Come l’intitolazione, anche la mostra rientra in “Passi di legalità”, il programma di azioni per promuovere la legalità e contrastare le mafie realizzato grazie alle risorse (più di 33.000 euro) riconosciute dal ministero dell’Interno al Comune di Legnano nel 2022 e finalizzate a “progetti di promozione della cultura della legalità e ristoro danni ad amministratori locali minacciati”.
La mostra “Sub tutela Dei-Il giudice Rosario Livatino”, di proprietà del Meeting di Rimini dove è stata allestita per la prima volta nel 2022, mira a far conoscere la figura del magistrato siciliano che ha operato per tutta la sua carriera nell’Agrigentino, dove ha poi trovato la morte, beatificato il 9 maggio 2021 e «in cammino versa la santità». Allestita nelle sale al piano terra di Palazzo Leone da Perego, di fronte all’ex tribunale, la mostra è stata presentata da Giampiero Colombo, referente del presidio territoriale locale di Libera, e da Salvatore Insenga, cugino del giudice (nella foto in alto, con il sindaco Radice); è divisa in quattro sezioni con testi, immagini, video e un audio che rievoca l’agguato e introduce al percorso espositivo, con fra l’altro le riproduzioni di due lettere, una scritta da uno dei mandanti dell’omicidio, Salvatore Calafato, e l’altra da uno degli esecutori, Domenico Pace. La mostra sarà aperta fino al 6 ottobre il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00; visite guidate delle scuole prenotabili all’ufficio Cultura del Comune (0331 471578/5, ufficio.cultura@comune.legnano.mi.it). L’ingresso è libero.
Il 25 inaugurazione di immobile confiscato alla mafia
Mercoledì prossimo, 25 settembre, sempre a Legnano in via Cuzzi sarà inaugurato ufficialmente, in un evento non aperto al pubblico, il primo appartamento per l’autonomia rivolto a neomaggiorenni e ricavato dalla Cooperativa sociale la Banda in un immobile confiscato alla mafia.
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