LEGNANO – Si è svolta oggi pomeriggio, giovedì 13 agosto, in via Moscova a Legnano la cerimonia di commemorazione ufficiale delle vittime del bombardamento aereo avvenuto nello stesso giorno del 1943 (nella foto). È la seconda volta che l’amministrazione di centrosinistra commemora il tragico evento di 83 anni fa che costò la vita a 30 civili, fra i quali molte donne e bambini: nel recente passato la ricorrenza era stata commemorata soltanto da gruppi politici dell’estrema destra.
In rappresentanza dell’amministrazione Radice, che ha deposto una corona d’alloro, è intervenuta l’assessore alla cultura Sara Borgio; erano presenti anche rappresentanti della sezione cittadina dell’Anpi e di Associarma Legnano, oltre a due testimoni diretti del bombardamento: Alma Carnevali e Francesco Mezzera.
Borgio: «Memoria come monito»
«Questa commemorazione – ha detto Borgio – rientra in un lavoro che, da tempo, vede impegnata l’amministrazione comunale: la costruzione di una Città della Memoria, ossia una città che vuole conoscere e comprendere il passato per maturare una coscienza civica che aiuti a orientare meglio le scelte future. Per tanti anni il bombardamento di un aereo degli Alleati su Legnarello è stato ricordato dalla nostra Città soltanto con la targa collocata sul muro oltre 30 anni fa; un segno certo importante, ma che non è sufficiente a fare memoria se non ci impegniamo a far parlare i luoghi e i loro monumenti.
«La signora Alma e il signor Francesco sono qui per consegnarci, idealmente, un testimone: quello cui loro hanno assistito e che possono raccontarci dobbiamo non solo conservarlo, ma trasmetterlo a nostra volta a chi è più giovane di noi, perché la memoria diventi un monito: quello che è successo qui non deve accadere mai più. Ma c’è anche un altro motivo per cui oggi facciamo memoria di quel fatto tragico che ha coinvolto la nostra comunità. È vero: il bombardamento ha colpito una porzione molto piccola del nostro territorio, ma quel fatto ci dice molto sulla vera natura della guerra, di ogni guerra, anche di quelle che, purtroppo, infuriano ancora oggi».
«La guerra non ha occhi. Come in Ucraina e a Gaza»
«Perché la caratteristica comune a ogni guerra è di non avere occhi: la guerra può anche cominciare sui campi di battaglia, combattersi fra le forze militari delle parti in conflitto, ma è inevitabile che, prima o poi, finirà per colpire anche chi non ha armi in mano, chi non è in grado di reagire, come i civili e i soggetti più fragili e indifesi: le donne, gli anziani e i bambini. Questo ci dicono i trenta nomi delle persone morte oltre 80 anni fa a Legnarello per delle bombe sganciate nemmeno per distruggere edifici, ma – a quanto sembra – per alleggerire, banalmente, l’aereo nel ritorno alla base. E questo continuano a dirci, oggi, le donne e i bambini vittime di bombardamenti e attacchi in Ucraina e nella Striscia di Gaza. E non dobbiamo fingere stupore di fronte a quello che accade, perché non accade a caso. La guerra non ha occhi, la guerra è cieca, perché le ragioni della forza sono cieche. Chi fa la guerra non vede più, negli altri, degli esseri umani, ma dei nemici. Chi fa la guerra non fa distinzioni fra colpevoli e innocenti. Chi fa la guerra non vuole affrontare la causa dei problemi; altrimenti ricorrerebbe al dialogo. Chi fa la guerra distrugge tutto e tutti senza distinzione e, forse – amarissima ironia della sorte, pensando proprio a quanto accaduto qui – senza nemmeno l’intenzione» ha concluso l’assessore.
Legnano, fermato per un controllo risulta condannato per una rapina di 15 anni fa
