Legnano, comitato: stop a spese per l’assistenza sociale. Il Comune nega

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LEGNANO – Giallo sull’assistenza sociale a Legnano. Il comitato Legalità ha scritto una lettera al commissario prefettizio, Cristiana Cirelli, lamentando un «blocco» operato dalla Ragioneria su alcune spese nel settore, complice l’anomala situazione venutasi a creare in capo all’amministrazione cittadina. Fatto ancora più grave, si legge nella lettera firmata dal presidente del comitato, Antonio Guarnieri, «corre voce che questi congelamenti siano in connessione causale con la temporanea mancanza del sindaco», Gianbattista Fratus, ancora agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine pilotate negli enti pubblici in cambio di voti.

Guarnieri: «Aspettano che il sindaco torni libero?»

Secondo quanto denunciato dall’ex presidente del Consiglio comunale Guarnieri, «alle giustificate rimostranze è stato replicato con un invito a pazientare sino al 20 agosto perché in quella data il sindaco sarà liberato e reintegrato nelle sue funzioni, consentendo al Comune di riprendere la sua normale attività». Anche su questo il comitato chiede al commissario di verificare e, nel caso, «di adottare con urgenza i provvedimenti necessari». La data indicata si spiega con la scadenza dei termini del provvedimento di custodia cautelare preso dalla Procura di Busto Arsizio a carico del sindaco: Fratus è stato arrestato il 16 maggio e tali termini sono di 90 giorni.

La replica: «Nessun blocco, uffici funzionano come sempre»

Secca la smentita di Palazzo Malinverni. «I servizi sociali – fanno sapere dal Comune – stanno lavorando come sempre, non ci sono stanziamenti regionali o di altra provenienza per l’assistenza sociale bloccati e nessun utente dei servizi sociali è stato invitato ad avere pazienza fino al ritorno del sindaco il 20 agosto, circostanza ipotetica su cui gli uffici non hanno informazioni». All’origine di tutto potrebbe esserci un malinteso: il comitato parla di fatti «riferiti da più voci» e forse queste, col passaparola, si sono distorte.  Un’altra ipotesi è che l’impossibilità nel procedere a immediate variazioni di bilancio abbia limitato i fondi disponibili. In ogni caso, l’ultima parola sul “giallo” è attesa dal commissario Cirelli.

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