Neppure Matteotti mette pace nel Consiglio di Legnano. Scontro Pd-Lega sul suo nome

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LEGNANO – Neppure la figura di Giacomo Matteotti riesce a pacificare le parti nel consiglio comunale di Legnano. L’intitolazione della sala (nella foto) al deputato socialista ucciso dai fascisti è diventata motivo di polemica tra la Lega e il centrosinistra.

«Intitolazione divisiva»

«La sala del consiglio comunale dovrebbe essere la casa di tutti i legnanesi – si legge in un post pubblicato oggi, venerdì 13 marzo, sulla pagina social della Lega Legnano Salvini Premier – Un luogo che unisce, non che divide. Un luogo dove tutti devono avere diritto di parola, soprattutto le opposizioni. Per questo lascia perplessi la scelta di intitolarla a Giacomo Matteotti. Nessuno mette in discussione la figura storica e i valori che ha rappresentato – si affretta a precisare – Sicuramente avrebbe voluto anche maggiore libertà di espressione per la minoranza, cosa che da sempre manca in questa consiliatura. Ma la sala del Consiglio non dovrebbe avere colore politico. È il posto dove siedono tutti i rappresentanti dei cittadini.

«Legnano ha una storia ricca di legnanesi illustri: imprenditori, volontari, benefattori, persone che hanno fatto grande questa città. Forse sarebbe stato più giusto dedicare quella sala a qualcuno della nostra comunità, un legnanese illustre come Carlo Jucker, Franco Tosi, Fabio Vignati o magari Gianfranco Ferrè. Persone che rappresentano davvero tutti i legnanesi. Perché il consiglio comunale – conclude la Lega – deve essere la casa dei legnanesi. Non di una parte».

La replica: «Critiche sbagliate e gravi»

In serata, è arrivata la replica delle liste che sostengono la ricandidatura a sindaco di Lorenzo Radice. «Apprendiamo con estremo stupore la presa di posizione della Lega di Legnano contro la decisione di dedicare la sala consiliare del Comune alla memoria di Giacomo Matteotti – si legge in un comunicato sottoscritto dalla sezione cittadina del Partito democratico, da Insieme per Legnano-Legnano Popolare, Rilegnano e Fare Centro con Radice – Matteotti, deputato socialista assassinato dal fascismo il 10 giugno 1924 dopo aver denunciato in Parlamento i brogli elettorali e le violenze del regime, è una delle figure più alte e simboliche della difesa della democrazia e dell’antifascismo italiano. Per questo motivo riteniamo profondamente sbagliata e grave la critica avanzata dalla Lega, che sostiene che sarebbe stato preferibile dedicare la sala consiliare a una figura “senza colore politico”, in grado di rappresentare tutti i cittadini legnanesi. L’unico “colore politico” che caratterizza la figura di Giacomo Matteotti è infatti quello dell’antifascismo. Matteotti è un martire della libertà e della democrazia, valori che stanno alla base della nostra convivenza civile.

«Proprio all’indomani dell’ennesimo episodio in cui i consiglieri comunali della Lega Salvini Premier adottano i comportamenti contrari al regolamento del consiglio comunale, che il presidente Silvestri ha cercato unicamente di far rispettare, ci chiediamo da che parte stia la Lega di Legnano e se davvero non si riconosca in una figura come quella di Matteotti. Ci domandiamo inoltre se, secondo la Lega, nel consiglio comunale possano sedere posizioni che non si riconoscono nei princìpi della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e profondamente antifascista, anche grazie al sacrificio di uomini come Giacomo Matteotti. Si dice che quella sala debba essere “la casa di tutti”, il luogo dove anche le opposizioni devono poter parlare liberamente. Poi però si sostiene che dedicarla a Matteotti sarebbe una scelta divisiva o “politica”. Eppure Giacomo Matteotti fu assassinato proprio per aver difeso in Parlamento il diritto dell’opposizione di denunciare brogli e abusi del potere. Se ricordare chi è morto per la libertà di parola diventa una scelta “di parte”, allora forse il problema non è l’intitolazione della sala: forse il problema è che la memoria, a volte, mette a disagio chi preferirebbe dimenticare.

«Per noi – conclude la maggioranza – il nome di Matteotti all’ingresso della sala consiliare è un monito chiaro: qua c’è la democrazia, il fascismo non può entrare! Chiediamo a tutte le forze democratiche, di qualsiasi orientamento e colore politico, a tutte le forze antifasciste della città di prendere posizione per riaffermare i valori dell’antifascismo e per difendere la figura di Giacomo Matteotti».

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