«Dal rapporto Neutalia notizie allarmanti e imbarazzanti sull’inceneritore»

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LEGNANO – A pagina 5 del rapporto di Neutalia sul primo semestre del 2024 si dà informazione dell’aggiudicazione a Camef srl della fornitura di un nuovo turbo gruppo, che risulta essenziale nel piano industriale della società. Non viene però data notizia che la procedura di appalto è stata impugnata al Tar dalla concorrente F. Tosi che ha dedotto fatti molto gravi accaduti nella gara, chiedendo l’annullamento dell’assegnazione.

Finanziamenti in ritardo

Nella stessa pagina si dà inoltre atto che l’enorme finanziamento chiesto alle banche per sostenere una gran parte dei costi di oltre 110 milioni previsti dal piano industriale per consentire il rifacimento dell’inceneritore non è ancora stato deliberato dagli istituti di credito e che si è in attesa del buon esito delle due diligence commissionate da Neutalia e non ancora completate. Nel bilancio del 2023 Neutalia aveva dichiarato che le due diligence erano nella fase conclusiva del percorso e che il contratto con le banche sarebbe stato stipulato a settembre del 2024. Ora, a fine anno 2024, non sono state ancora terminate le due diligence e le banche non hanno ancora concesso il finanziamento indispensabile per consentire la stessa continuità della società.

Problemi all’impianto e sulla resa

A pagina 7 si rivelano fatti che evidenziano i gravissimi problemi che hanno impedito il regolare funzionamento dell’impianto. In particolare risulta che nei primi mesi dell’anno la quantità dei rifiuti da bruciare era insufficiente, che la nuova turbina installata nel 2023 non era stata in grado di fornire le prestazioni previste, che i bruciatori non sono stati affidabili e hanno così permesso emissioni inquinanti superiori ai limiti, con il conseguente blocco dell’attività, e che i pozzi di raffreddamento hanno presentato perdite importanti di acqua.

A pagina 8 si riconosce che il fatturato di vendita dell’energia elettrica è stato inferiore nientemeno che del 34% a quanto previsto dal piano industriale. A pagina 9 si dichiara che le numerose interruzioni del funzionamento dell’inceneritore hanno fermato la linea 1 per 40 giorni e la linea 2 per 30 giorni. Oltre al danno economico, ciò ha sicuramente comportato pesanti danni ambientali perché è notorio che nelle complesse fasi di spegnimento e di riaccensione le emissioni inquinanti sono enormi.

Recuperato solo lo 0,5% dei rifiuti

Due altre notizie sono preoccupanti. Risulta infatti che i rifiuti recuperati sono consistiti solo in 272 tonnellate, pari al 54% in meno del previsto. I rifiuti bruciati sono stati pari a 47.750 tonnellate, quindi il tanto sbandierato recupero interessa solo lo 0,5% dei rifiuti. Altro che economia circolare!

Infine, dal bilancino semestrale risulta confermato il grazioso omaggio a Ecoeridania di tariffe per l’incenerimento dei rifiuti ospedalieri molto inferiori a quelle degli altri clienti e di mercato.

Franco Brumana

Consigliere comunale di Legnano del Movimento dei Cittadini

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