LEGNANO – «Superare gli steccati e aprire al dialogo e alla comprensione del problema». È il proposito espresso dal centrosinistra legnanese alla vigilia del consiglio comunale di ieri, martedì 25 marzo. In serata, in aula, la maggioranza ha poi respinto (con 14 voti contrari e 5 favorevoli) la mozione presentata dalla Lega per la dotazione e formazione degli agenti di PL all’utilizzo di armi comuni a impulsi elettrici.
Radice: «Approccio sbagliato su tema delicato»
«La Lombardia è agli ultimi posti nel rapporto tra forze dell’ordine e popolazione, meriterebbe qualcosa di più ma è un tema trascurato da tanti governi» ha esordito il sindaco Lorenzo Radice nel suo intervento sul tema sicurezza prima del voto sulla mozione. Poi, rivolto alle opposizioni che l’hanno sollevato, ha detto: «State facendo un gioco perverso, gli enti locali sono chiamati a occuparsi della sicurezza urbana, non di quella pubblica. Non è sostituendosi alle forze dell’ordine che si produce più sicurezza pubblica. Occorre uscire da un approccio ideologico usato troppe volte e parlare di sicurezza nella maniera più possibile pragmatica.
«Io non sono contrario a priori al Taser (come quello nella foto in alto) – ha proseguito Radice – e da pacifista mi chiedo perché le forze dell’ordine dei Comuni non hanno armi da fuoco. Ma l’approccio al tema è sbagliato. Dobbiamo prima capire come farlo, ragionare sui costi e chiederci perché alcuni comuni, dopo averle introdotte, stanno tornando indietro. Sul Taser si ripropongono dubbi come per le più volte richieste unità cinofile: costano molto, ma non hanno effetti così importanti. Quanti colpi hanno sparato i nostri agenti negli ultimi dieci anni? Zero. Per noi la sicurezza è anche la parte sociale, con tutto quello che è stato fatto al Parco Falcone Borsellino, non solo facendo girare qualcuno in più armato. Stiamo assistendo – ha aggiunto – a un dibattito molto ideologico e altrettanto improduttivo su un tema molto delicato e sentito». In ultimo, Radice ha voluto far mettere a verbale insulti e apprezzamenti pesanti espressi nei confronti suoi e del presidente del consiglio nelle ultime due sedute, ma sfuggiti ai microfoni e quindi alle registrazioni.
Il centrosinistra: «Servono proposte concrete»
In giornata, Pd, Insieme Per Legnano, Legnano Popolare e RiLegnano avevano espresso in una nota il loro pensiero sul tema sicurezza, invitando ad andare “oltre le posizioni di parte”; all’ordine del giorno del consiglio comunale, che sarà nuovamente convocato martedì prossimo, 1° aprile, c’è anche una mozione della maggioranza che ha per oggetto l’aumento degli organici delle forze dell’ordine in città.
«Pensiamo che per fare passi avanti in questo delicato ambito sia necessario svestire ogni giudizio o ogni proposta dall’abito ristretto delle posizioni di parte e fare i conti con la realtà – si legge nella nota – In tale contesto la nostra mozione va vista come volontà di superare gli steccati e aprire al dialogo e alla comprensione del problema. Su un punto crediamo sia necessario fare chiarezza. Le competenze della polizia locale in materia di ordine pubblico sono giustamente limitate per non invadere campi presidiati da altri corpi. È importante quindi sgombrare il campo anche dalle frequenti critiche che insinuano una scarsa presenza ed efficacia della polizia locale. Legnano è fra le città con il più alto numero di agenti ogni 1.000 abitanti a fronte di un pari livello di criminalità. Confortante anche il fatto che negli ultimi anni l’amministrazione ha investito in sicurezza circa 300.000 € in più rispetto al periodo pre Covid. Riteniamo sia corretto, oltre che necessario, approcciare il dibattito consiliare con pragmatismo e disponibilità, favorendo il dialogo anche attraverso nostre proposte concrete. Senza dimenticare il perseguimento costante della pratica della cosiddetta sicurezza sociale, attraverso l’azione dei custodi sociali, tutor di strada, animazione culturale cittadina».
«Nessun agente di PL in ostaggio»
In precedenza l’assessore al “benessere e sicurezza urbana” Anna Pavan ha osservato che «l’indirizzo dell’amministrazione, che non entra ovviamente nel merito di singoli casi, è di consentire i passaggi richiesti dai singoli dipendenti, come dimostrano le 20 mobilità concesse solo negli ultimi due anni, ma al contempo questo non può prevalere sulla funzionalità dei servizi ai cittadini: i pochi casi in cui si è dilatato il tempo del passaggio, sono stati, non a caso, determinati da situazioni contingenti nei servizi di sicurezza urbana. Il passaggio è stato quindi posticipato, e non negato; peraltro due dei tre casi in sospeso sono stati risolti o in via di risoluzione avendo attivato per tempo la ricerca delle loro sostituzioni».
Questo in risposta a quanto lamentato dal sindacato di Polizia locale Cse Flpl/Sulp e ripreso in una interrogazione dal gruppo Toia Sindaco circa la “dichiarazione di infungibilità (cioè insostituibilità) del personale della Polizia Locale di Legnano che emerge solo al momento della richiesta del Comune richiedente” per alcuni operatori in servizio in città. Per lo stesso sindacato “a coloro che prestano servizio esterno a Legnano viene corrisposta la fantastica cifra di ben 2 euro al giorno, per fare i turni di 1, 2, serale e festivo (Natale, Pasqua, Ferragosto e Capodanno compresi) mentre per chi è comandato in ufficio, ma comunque effettua servizio scuole, serali, festivi e quant’altro il riconoscimento è pari a zero”.
«È inaccettabile usare espressioni come “fare ostaggi” – ha replicato lo stesso sindaco citando lo stesso sindacato – perché questo significa commettere un reato. Non si può dimenticare che la struttura comunale è un’organizzazione che richiede equilibrio per essere in grado di svolgere la sua funzione primaria: erogare servizi ai cittadini, che è poi lo stesso scopo che deve avere qualsiasi dipendente della pubblica amministrazione. Stiamo passando un limite delicato se si pensa di rivolgersi alla politica per parlare di procedure che sono rigidamente normate e di esclusiva competenza tecnica e questo, fortunatamente, a differenza di quanto accadeva prima delle riforme Bassanini quando i politici sedevano nelle commissioni di concorso. Anche nei casi in questione, come avvenuto per situazioni analoghe precedenti, gli uffici del Comune si sono adoperati per attivare le opportune procedure finalizzate alla sostituzione. E infatti, il 21 marzo, avendo ricevuto il parere positivo per due posizioni, gli uffici hanno provveduto a comunicare ai Comuni richiedenti la possibilità di sbloccare la mobilità dei due agenti di Polizia locale».
Infine, sul turnover nell’ente pubblico, Radice ha rilevato come «si stia assistendo a un turnover mai visto in tutti gli enti pubblici, per i pensionamenti e la maggiore flessibilità data da normative che consentono ai dipendenti di muoversi all’interno di essi. Nonostante questo nel 2024, per la mobilità, a Legnano 17 sono state le entrate e 12 le uscite, mentre complessivamente il saldo tra dipendenti entrati e usciti è pari a zero».
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